In Francia è tornato di attualità il dibattito sull’immigrazione. Il Paese è sotto choc dopo l’omicidio di una ragazzina di appena 12 anni. Lola, questo il suo nome, è stata ritrovata senza vita e con segni di tortura vicino la sua abitazione a Parigi e la principale sospettata è una donna di 24 anni di origine algerina, illegalmente presente sul territorio francese. Da qui le polemiche sia per i mancati controlli che per la mancata espulsione della giovane. Polemiche che hanno poi portato all’elaborazione di un nuovo piano sull’immigrazione da parte del governo. Si tratta di una serie di normative volte a facilitare le espulsioni e togliere benefici e sostegni sociali a chi è presente illegalmente sul territorio transalpino.

Cosa prevede la nuova legge

Obiettivo dichiarato sia dal presidente francese Emmanuel Macron che dal primo ministro Elisabeth Borne, è aumentare il numero di espulsioni di coloro che vivono in Francia senza validi documenti. I rimpatri hanno storicamente rappresentato un problema. E questo vale non solo per Parigi, ma anche per molti Paesi europei, tra cui l’Italia. Basti pensare che l’ex presidente del consiglio Mario Draghi, nel discorso di presentazione del programma alla Camere, ha parlato proprio della necessità di un meccanismo europeo per facilitare espulsioni e rimpatri. Al momento però a livello comunitario si è fatto poco o nulla.

Così Parigi ha deciso di provare a far da sé. Il nuovo disegno di legge, in particolare, prevede una rapida espulsione per chi non ha documenti validi per restare in Francia. Le nuove norme dovrebbero servire proprio a garantire meccanismi più semplici per l’espulsione di chi è sprovvisto di visti e titoli vari. “Se dovessi riassumere – ha dichiarato il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, nel presentare la legge – direi che ora dobbiamo essere cattivi con i cattivi e gentili con i buoni”.

Oltre al giro di vite sulle espulsioni, è prevista anche la fine delle agevolazioni e dei benefici sociali per chi non ha permesso di soggiorno ed è stato raggiunto dal foglio di via. In poche parole, l’obiettivo è costringere a far andare via chi ha perso il diritto di rimanere in Francia ma è ancora presente sul territorio nazionale. Dovrebbero inoltre essere negate agevolazioni sui visti a diverse categorie di migranti e richiedenti asilo.

Un difficile iter parlamentare

La legge è stata concepita dal governo, ma deve ancora passare per il parlamento. E qui si aprono scenari niente affatto scontati. L’esecutivo di Borne non ha la maggioranza, appannaggio invece della coalizione di centrosinistra. Fare quindi approvare la legge non sarà affatto semplice per il presidente Macron. Non è un caso che tra le nuove norme contenute nella proposta di legge, c’è spazio anche per eccezioni alla linea dura proposta dall’Eliseo. Ad esempio, è previsto un rinnovo automatico del permesso di soggiorno per i titolari di permessi a lungo termine. Così come per coloro che da anni lavorano in settori dove si fa fatica a reclutare nuovi addetti.

Mosse valutate da molti analisti francesi come tentativi di compromesso per avere il via libera in parlamento almeno di una parte del centrosinistra. Ed evitare così di arrivare al paradosso di chiedere aiuto e appoggio alla sfidante di Macron al ballottaggio del maggio scorso, ossia la leader della destra Marine Le Pen.

Parigi vuole usare il pugno duro

A prescindere dalla forma che assumerà la legge una volta ultimato l’iter parlamentare, è chiaro come comunque dall’Eliseo stia emergendo la volontà di usare il pugno duro con gli irregolari. Un ulteriore segno di come il problema immigrazione sia sentito in tutta Europa. Non solo in Italia, come invece negli ultimi giorni è stato descritto soprattutto in ambito mediatico nel Vecchio Continente. Roma, in particolare, è stata messa sotto accusa per voler anch’essa usare norme più stringenti sull’immigrazione e bloccare l’accesso ad alcune navi Ong con migranti a bordo.

Poche parole invece sono state spese per Parigi, dove invece una reazione più dura sul tema viene evidentemente considerata legittima. E non è la prima volta. Negli stessi mesi ad esempio in cui l’Eliseo criticava l’operato del governo italiano quando al Viminale sedeva Matteo Salvini, contemporaneamente il governo francese approvava un giro di vite molto stringente nel dipartimento d’oltremare di Mayotte. Qui, nella Lampedusa dell’Oceano Indiano, è stato lo stesso Macron a promettere una linea dura contro ogni sbarco. Anche in quel caso però in Europa nessuno ha alzato la voce.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.