Lo scorso marzo il presidente cinese Xi Jinping è volato a Parigi per incontrare Emmanuel Macron. Adesso Xi è pronto a restituire il favore accogliendo Macron. Ancora non è stata fissata una data precisa, anche se una fonte dell’Eliseo ha confermato che la visita del leader francese si terrà il mese prossimo e che i temi principali di discussione saranno il cambiamento climatico e il commercio. Come fa notare il South China Morning Post, quella in programma è la seconda visita ufficiale oltre la Muraglia per Macron da quando è entrato in carica nel 2017. Il periodo in cui avverrà il faccia a faccia è molto particolare per l’Europa perché nelle ultime settimane l’Unione Europea ha sollecitato indirettamente la Cina a cambiare le sue politiche economiche nei confronti degli investitori stranieri. Il problema principale è sempre il solito: il Dragone è solito avvantaggiare le proprie aziende di Stato a discapito delle imprese private, molte delle quali straniere.

Il piano di Macron

Ma l’annuncio del tour cinese di Macron arriva anche in un altro momento delicato. Gli Stati Uniti potrebbero presto imporre dazi su prodotti europei, provocando uno scossone economico a diversi Paesi, Italia compresa. La mossa di Macron è dunque pura strategia: creare un canale diretto con la Cina per ottenere una sorta di garanzia sulla vita su quello che rischierà di accadere. L’itinerario del leader dell’Eliseo è ancora in fase di preparazione, ma è lecito aspettarsi che cercherà di incantare Xi proponendogli una stretta collaborazione in materia di clima e commercio. In poche parole Macron si inginocchierà di fronte al presidente cinese, anche se, una volta tornato in Europa, avrà modo di fare la voce grossa con il resto dei membri dell’Ue per gli eventuali risultati ottenuti.

Un canale diretto con Pechino

Un mese fa anche Angela Merkel ha fatto la stessa identica mossa che farà molto presto anche Macron. Sapendo di essere ormai in caduta libera e che l’economia della Germania inizia a singhiozzare, la Cancelliera è volata a Pechino per piazzare quanti più accordi possibili, visto e considerando che il settore automobilistico tedesco si basa moltissimo sulle esportazioni nell’ex Impero di Mezzo. Da una parte Macron vuole ergersi a portavoce di una Europa unita pronta a fare affari con la Cina da pari a pari, ma dall’altro non sta facendo altro che gli interessi – legittimi – del suo Paese.

Rafforzare i legami Francia-Cina

La Francia ha una quota di mercato in terra cinese pari all’1,4%, mentre la Cina può contare su una fetta del 9% all’ombra della Tour Eiffel. Il deficit tra Cina e Francia è il più grande tra quelli bilaterali francesi e si attesta intorno ai 29,2 miliardi di euro. Detto questo, l’Europa è all’opera per siglare un accordo tale da consentire alle aziende dell’Ue di poter condurre i propri affari in Cina allo stesso modo in cui le società cinesi possono operare in Europa. Alcuni ritengono che un simile accordo possa vedere la luce nel 2020, ma nel frattempo c’è chi ha iniziato a bruciare le tappe. Come dimostrano le strategie di Macron e Merkel. Nell’ultimo incontro tra Macron e Xi, la Francia riuscì a strappare concessioni molto importanti, su tutte la commessa di 300 aerei del consorzio europeo Airbus dal valore di 30 miliardi. La Edf, compagnia elettrica pubblica, ha luce verde per costruire un impianto eolico a Dongtai (valore: un miliardo di euro). Tra le altre intese minori, ma pur sempre rilevanti, vale la pena citare la cooperazione nel settore aerospaziale, per quanto riguarda la condivisione di immagini satellitari, e una più stretta partnership nel settore bancario tra Bnp Paribas e Bank of China. Tra un mese, Macron proverà a strappare altre ghiottissime concessioni. In barba all’Italia e al memorandum d’intesa sulla Nuova Via della Seta.

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