La Cina è diventata il faro del mondo. Quella che potrebbe essere a prima vista un’affermazione azzardata, poggia in realtà su basi solide.

La fine della leadership americana

Sembra infatti finito il tempo degli Stati Uniti d’America come modello universale. L’appeal americano è sceso non solo perché il forzato tentativo di esportazione di democrazia è fallito pressoché ovunque. La leadership statunitense si sta via via esaurendo anche nel settore dell’innovazione tecnologica, che è stata da sempre uno dei capisaldi del primato americano nel mondo.

Sono molti gli osservatori che ritengono la Silicon Valley, sede dei giganti dell’high-tech americano, inferiore rispetto al livello raggiunto dagli equivalenti cinesi. In Europa, in Francia in particolare, si sono accorti di questo spostamento di equilibri nell’economia mondiale e sono ora pronti a voltare le spalle all’Atlantico e a guardare ad est per il prossimo futuro.

Per la Francia è la Cina la nuova ispirazione del mondo

È infatti in Francia, a Parigi, che è prevista per il 7 e l’8 marzo la China Connect. Si tratta di un forum organizzato dall’esperta di media e marketing Laure de Carayon che metterà in contatto esperti dei settori digitali di Francia e Cina. Insomma uno scambio di idee per rafforzare la partnership franco-cinese in vista delle prossime conquiste tecnologiche. Il forum è in realtà il secondo appuntamento, visto che un primo atto era già andato in scena lo scorso luglio a Shangai. Da parte francese vi è dunque l’idea esplicita che la Cina sia indiscutibilmente il modello da seguire.

“China: the new world’s inspiration”, così recita l’introduzione del sito web dedicato all’evento. Non più Washington, ma Pechino. Non più la Silicon Valley, Google e Amazon, ma il Partito Comunista cinese, Baidu e Alibaba. “Imparare da e incontrare i più influenti esperti di internet cinesi e avere così accesso al più alto livello di apprendimento”, si può poi leggere tra gli obiettivi del forum.

Un ponte digitale tra Parigi e Pechino

L’agenda dell’incontro è fittissima e ricca di argomenti fondamentali per il futuro sviluppo dell’economia mondiale. Blockchain, realtà virtuale, intelligenza artificiale e Big Data. Questi alcuni tra i temi che verranno toccati nella due giorni di Forum a Parigi.

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Ciò che salta poi all’occhio è che per ognuna di queste tematiche si terrà un dibattito su rischi e opportunità e su come questi strumenti potranno essere utilizzati per permettere un migliore accesso agli investitori francesi nel mercato cinese e viceversa. Tra gli ospiti attesi spiccano Jacob Nyorg, responsabile marketing di Maserati e Curt Ferguson, Presidente di Coca Cola in Cina e Corea, oltre a innumerevoli imprenditori cinesi del settore digitale. L’evento che per ora ha avuto poca rilevanza mediatica è in realtà cruciale per il futuro dell’Europa.

I rischi di un Europa che è rimasta a guardare

Il Vecchio Continente è infatti rimasto “fuori dal giro” dei brevetti nel campo high-tech. Giganti come Google e Alibaba non hanno equivalenti nati in Europa, così sia la classe politica che quella imprenditoriale europea sono rimaste ancora indietro nella comprensione di questo settore dagli infiniti risvolti. Il rischio è che dunque l’Unione europea, ancora ingabbiata in una crisi economica, non abbia non solo le risorse finanziarie, ma nemmeno la volontà politica di affrontare la futura ondata digitale con raziocinio e programmazione.

Le conseguenze potrebbero aver risvolti catastrofici, perché se la classe politica non sarà pronta al cambiamento, tutte le future innovazioni resteranno appannaggio dei privati e dei meccanismi di mercato. Il risultato? Una popolazione esclusa dalle opportunità, ma al contempo soggetta ai rischi della nuova ondata digitale. Per evitare questo a Parigi si è scelto di stringere la mano a Pechino e farsi così aiutare dall’expertise cinese. È arrivato dunque un segnale di risveglio dall’Europa, forse il primo, si spera non l’ultimo, per affrontare le sfide di un futuro più incerto che mai. 

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