Marine Le Pen è pronta a guidare la battaglia dei sovranisti in vista delle elezioni europee di maggio. Non più tardi di una decina di giorni fa, all’Emission politique, il talk-show politico più seguito di Francia, Marine Le Pen aveva asfaltato l’ex presidente del consiglio italiano Matteo Renzi, dichiarando: “Si dice che lei assomigli molto a Emmanuel Macron. Prego per questo, affinché un giorno sia battuto come lo è stato lei”. Affermazione che ha provocato la reazione stizzita e nervosa di Renzi.

Secondo un recente sondaggio reso noto da Bloomberg, in Francia la sfida tra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron si gioca sul filo di lana. La coalizione guidata dal partito En Marche del presidente Macron e i centristi di MoDem otterrebbero il 23% delle preferenze, mentre il partito National Rally di Marine Le Pen si attesterebbe al 22%, secondo un sondaggio di Harris Interactive-Agence Epoka. Uno scarto davvero minimo, che si è peraltro notevolmente assottigliato nelle ultime settimane.

Marine Le Pen guida la carica: “Democrazia non è governo delle élite”

In un’intervista rilasciata a Libero, la regina del sovranismo europeo ha parlato del prossimo appuntamento elettorale di maggio, che risulterà essere decisivo per le sorti dell’Unione europea. “Ciò che fino a pochi mesi fa era impensabile – ha spiegato Marine Le Pen, cambiare l’ Europa dall’interno, è diventato possibile. Il peso dei nostri rispettivi partiti ci dà fiducia sulle nostre intenzioni di cambiamento e sulla capacità di realizzarlo. L’ opinione pubblica, specialmente in Francia, è cosciente che l’ avvento al potere delle nostre idee sia solo una questione di tempo e che queste idee guidate dal buonsenso non sono più isolate in Europa”.

La leader della destra francese ha anche parlato del mega raduno che si terrà a Roma a metà aprile. Evento a cui parteciperanno tutti i sovranisti continentali, per lanciare in pompa magna la corsa alle europee: “Sarà l’ occasione per svelare l’ architettura dell’Alleanza europea delle nazioni” ha spiegato.

“Tutti i patrioti, infatti, sono uniti dalla volontà di uscire da questa concezione di un’Europa esclusivamente commerciale, vincolante e punitiva. L’ urgenza assoluta è quella di riprendere il controllo dei nostri confini, di riaffermare in ogni paese il primato delle leggi nazionali sulle direttive della Commissione e di favorire l’ istituzione di un giusto scambi” che si “sostituisca a quel libero scambio che ha avuto conseguenze devastanti in campo commerciale, economico e ambientale. Condividiamo questa assoluta urgenza: proteggere i cittadini e rispettare la sovranità nazionale” ha affermato.

“Commissione europea? Espressione tecnocratica”

La volontà dei sovranisti è quella di rivoltare da cima a fondo la Commissione europea, simbolo per antonomasia della tecnocrazia europea. Quest’ultima, osserva Le Pen, “non ha mai smesso di esprimersi con uno spirito tecnocratico, di impadronirsi di sempre più poteri, di decidere inmaniera autoritaria, di ignorare le opinioni del popolo. Ventotto Commissari europei non eletti non dovrebbero poter decidere del futuro di oltre 500 milioni di europei. Questa non è assolutamente la nostra visione della democrazia. Bisogna uscire da questa organizzazione del potere, che si sta allontanando sempre più dai cittadini”.

Nell’ ambito di un’Alleanza europea delle nazioni, prosegue, “il Consiglio che riunisce i capi di Stato e di governo e il Parlamento europeo devono essere le due istituzioni rappresentative, facendo diventare la Commissione europea un semplice segretariato tecnico”. Su Macron, la leader del National Rally afferma: “Macron è e rimane un partigiano dogmatico dell’ Europa sovranazionale, federale, che ritiene che le tecnostrutture senza alcuna legittimità democratica devono avere il potere di decidere il futuro e il destino di centinaia di milioni di europei”.

Riusciranno i “sovranisti” a cambiare davvero l’Europa “da dentro” nonostante Manfred Weber, il candidato del Partito popolare europeo alla guida della prossima Commissione Ue, abbia dichiarato nei giorni scorsi che i sovranisti come Marine Le Pen e Matteo Salvini “sono nemici”? “Garantisco che questi partiti non avranno incarichi di peso all’Europarlamento, come le vicepresidenze” ha tuonato Weber in un’intervista a Repubblica.

Comunque vada a finire, le elezioni 23-26 maggio ci diranno molto sul futuro dell’Unione europea, mentre le grandi potenze mondiali – Stati Uniti, Cina e Russia – guardano con interesse ai subbugli e malesseri di un Vecchio Continente sempre meno rilevante sullo scacchiere internazionale.

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