Discreta e al riparo dai riflettori che la sua posizione di First Lady non può che puntarle addosso, Melania Trump è riuscita laddove il marito finora ha faticato: presentare un’immagine tale da risultare inclusiva piuttosto che divisiva, attirandosi le simpatie degli americani. Anche con parte di quelli che con il campo repubblicano, o quantomeno con The Donald, vanno d’accordo a fatica.

Non si tratta banalmente soltanto delle scelte stilistiche di Melania, ma anche di un modo di porsi defilato che le ha conquistato un posto nel cuore dell’opinione pubblica. Questo almeno dicono i dati dei sondaggi.

L’ultima ricerca pubblicata dall’Istituto statistico Rasmussen rivela che il 53% degli americani ha un’opinione favorevole nei suoi confronti, laddove il marito della misurata Melania deve accontentarsi di un 32% degli americani che approvano il suo operato. Dato, questo, che arriva dall’ultimo sondaggio del Pew Research Centere che fa segnalare il livello più basso raggiunto in undici mesi dall’inizio della presidenza.

 L’ex modella nata in Slovenia ha fatto breccia nel cuore degli americani. O perlomeno, di un americano su due. Tra discorsi contro il cyberbullismo e in difesa dei bambini, l’attivismo pacato della First Lady piace e non si attira critiche.

Chi inizialmente aveva pensato che Melania non sarebbe riuscita a tenere il passo con Trump e con la posizione che il trionfo alle elezioni del marito le ha calato addosso, si sbagliava. Lei non vuole avere bisogno di lui – e l’aveva già fatto capire “snobbandolo” durante una visita a Tel Aviv a maggio -. Lui, invece, ha bisogno di lei. Ma forse l’irrequieto commander in chief non lo ammetterà facilmente.

Melania sta facendo bene, dunque. I numeri parlano chiaro. Ma l’apprezzamento che dimostrano gli americani nei suoi confronti non è ancora paragonabile a quello dell’ex First Lady, Michelle Obama, che poteva però contare sui numeri ben più positivi che l’ex presidente ha avuto dalla sua per buona parte dei suoi due mandati presidenziali. Un’approvazione che – come rivela la Gallup – durante il primo anno di mandato, nel 2009, si attestava su una media del 50-60%.

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