Jean-Luc Mélenchon e Pablo Iglesias, due alleati del fronte di sinistra contro le politiche europee. Nel diciannovesimo distretto di Parigi, in uno degli ulimissi comizi elettorali di Mélenchon per la corsa all’Eliseo, si è presentato anche lui: Pablo Iglesias. Il leader di Podemos, insieme all’eurodeputata portoghese Marisa Matìas, ha, infatti, accompagnato il leader della sinistra francese per un meeting prima del voto di domani.Questa alleanza dimostra quanto Mélenchon abbia intenzione di pesare anche a livello internazionale e non solo nel panorama francese. L’idea del candidato di sinistra radicale è che non ci si possa fermare a Parigi, ma allargare l’orizzonte a una piattaforma internazionale. Una necessità ormai sentita da tutti nelle elezioni internazionali e specialmente in Francia. A destra, Marine Le Pen ha la sua fitta rete di rapporti con tutti i partiti sovranisti d’Europa fino ad arrivare a Trump in America. Al centro, che sia centrodestra o centrosinistra o il moderatismo di Macron tutti i partiti altrettanto centristi e moderati supportano i “loro” candidati più affini.E quindi, anche Mélenchon ha deciso di attivare una sorta di grande rete della sinistra radicale europea per mostrarsi aperto al resto del mondo. Ieri nel suo comizio ha ricordato che a queste elezioni non è solo la Francia a essere interessata, ma tutto il mondo. Ha parlato di una speranza risvegliata in tutti i popoli d’Europa e i suoi sostenitori hanno intonato i tipici slogan che da sempre accompagnano i comizi dell’estrema sinistra. Al grido di “resistenza” e del coro “el pueblo, unido, jamás será vencido”, il popolo della sinistra francese ha quindi lanciato il suo candidato all’Eliseo sperando nel miracolo della sinistra francese.Con lui, si è Pablo Iglesias leader del partito Podemos, la sinistra radicale spagnola, che si presenta come antipartitico e antisistema ma che si fonda su una larghissima base di estrema sinistra, comunisti e sinistra anticapitalista. Iglesias ha parlato di queste elezioni come la possibilità di costruire un grande fronte europeo antisistema contro la Merkel e le regole imposte dall’Unione Europea a trazione tedesca e le cosiddette politiche “di destra”. Un’elezione che, a detta del politico spagnolo, metterebbe di nuovo al centro della politica europea i lavoratori e non le regole dell’austerità e il capitale.Iglesias ha parlato a tutti gli elettori francesi chiedendo soprattutto ai socialisti di farsi da parte. Un messaggio chiaro, cioè quello di non scegliere un candidato che non passerà il primo turno ma quello che può arrivare al ballottaggio. Un messaggio in realtà rivolto a tutti gli europei e a tutti i partiti di sinistra 5radicale. Quello di scegliere i movimento nuovi, gli estremi e non più i partiti della socialdemocrazia. Un messaggio quindi che vuole giungere anche al suo elettorato, quello spagnolo, ma anche tedesco, italiano, insomma, a tutti i popoli che andranno a votare nei prossimi anni.Certo, l’esperienza della sinistra radicale che parte con l’idea di sconfiggere il sistema una volta arrivata al governo, non è sempre stata particolarmente positiva. Alexis Tsipras in questo senso è un esempio calzante di come poi tra il promettere e il fare c’è una differenza notevole. Anche Tsipras doveva essere il capopopolo che entrava a Bruxelles in nome della democrazia e contro l’austerity e poi ha accettato privatizzazioni, liberalizzazioni del mercato e politiche di tagli al sociale. Ma è anche vero che la Francia non è la Grecia, ed un’estrema sinistra, potenzialmente al ballottaggio, avrebbe un valore ben diverso.Questo endorsement delle estreme sinistre europee, in particolar modo di un personaggio controverso come Iglesias, potrebbe però in realtà essere un’arma a doppio taglio. C’è, infatti, una parte di elettorato francese di sinistra che potrebbe lasciar perdere altri partiti estremisti per concentrare tutti gli sforzi su Mélenchon. C’è però una parte di sinistra un po’ più moderata che vota Mélenchon per non eleggere né Macron né Hamon ma che potrebbe essere preoccupata da una santa alleanza degli anticapitalisti e dell’estrema sinistra europea. Forse Mélenchon ha guadagnato i voti degli inde cisi estremi o degli astensionisti di quell’area politica, ma potrebbe perdere voti più moderati che, in queste elezioni, sono fondamentali per raggiungere l’agognato ballottaggio a pochissime ore dal voto.

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