Giorgia Meloni si è recata a Varsavia, dove ha avuto modo di colloquiare con Jarosław Kaczyński, che oltre a essere il presidente di Diritto e Giustizia e un ex premier polacco, rappresenta pure l’asse portante di un certo modo d’intendere il conservatorismo nel consesso di Visegrad. Il leader di Fratelli d’Italia, dopo aver incontrato Viktor Orban nel corso della campagna elettorale per le politiche, ha fatto ritorno a Est. Ma la sua non è esterofilia: è strategia a lungo termine.

I Conservatori e Riformisti vogliono fare da trait d’union tra due mondi che per ora risultano molto distanti. Quello del Partito popolare europeo, che rimane la prima forza politica stando a tutte le rilevazioni pre-elettorali, e quello dei populisti, che restano molto divisi al loro interno. Matteo Salvini, come spiegato ampiamente da Lorenzo Vita, sta cercando la quadra, ma l’operazione è lungi dal potersi definire semplice e definita. Marine Le Pen e il suoRassemblement National, per ora, sono tra i pochi ad aver sposato in tutto e per tutto la causa salviniana.

Ci sarà bisogno di voti, probabilmente di più di quelli che si prevedono, e di canali aperti. I sovranisti, in caso questi fattori non si presentassero come auspicato, potrebbero recitare una parte secondaria rispetto all’altra asse che viene caldeggiata, quella che sarebbe composta da popolari, socialisti e liberali.

Giorgia Meloni lo sa e tesse quella che ritiene essere la miglior tela possibile. Tutto è sintetizzabile con le righe di apertura del comunicato con cui l’ex vicepresidente della Camera ha dato notizia del summit: “Questo incontro – ha detto la Meloni, come si leggesull’Adnkronos – ,  consolida i nostri già ottimi rapporti con gli amici polacchi, con cui da mesi lavoriamo al cambiamento radicale di cui l’Europa necessita”.

L’ex ministro italiano si è pure detta sicura di come il “gruppo dei Conservatori e Riformisti” sia destinato a giocare un ruolo decisivo per il “futuro Parlamento Europeo” e “per cambiare verso a questa Unione Europea”. Dopo la presentazione del rinnovato simbolo dell’Ecr, che è avvenuta a Roma qualche settimana fa, la destra italiana continua a rivendicare un certo protagonismo nel Vecchio Continente.

Nel corso del colloquio, Jarosław Kaczyński ha avuto modo di ascoltare le posizioni dell’ex esponente di Alleanza Nazionale in materia di gestione dei fenomeni migratori. Il politico polacco si è detto d’accordo con la proposta d’istituire un blocco navale sulle coste della Libia. Anche questo si apprende sull’agenzia citata. Sarà uno degli argomenti che i conservatori presenteranno agli elettori da qui alla fine di maggio.

La critica al dogma dell’europeismo per com’è stato concepito sino a questo momento accomuna i conservatori italiani a quelli polacchi. L’antimigrazionismo è un altro cavallo di battaglia di entrambi. Giorgia Meloni può dirsi soddisfatta, ma la ricerca di alleati potrebbe essere solo all’inizio: se i conservatori vogliono davvero rappresentare l’ago della bilancia, hanno bisogno di ulteriori adesioni.

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