C’è voluto più di un mese di tempo perché Angela Merkel riuscisse a trovare una soluzione ai problemi sollevati dalla sentenza di Karlsruhe. Alla fine, accertati gli obiettivi della Cancelliera – evitare l’isolamento europeo, mantenere in vita l’Eurozona e tutelare gli interessi tedeschi – e individuati gli ostacoli principali per realizzarli – silenziare l’esito della Corte costituzionale tedesca senza scatenare un terremoto interno – Merkel ha tracciato la strada da seguire.

Come sottolinea il quotidiano La Verità, tutto, o quasi, ruota attorno alla figura di Stephan Harbart. Chi è costui? L’uomo che nelle prossime ore sostituirà Andreas Vosskuhle nel ruolo di presidente della Corte di Karlsruhe. Visto che il mandato dell’ex professore di diritto, infatti, sta per scadere, la figura che non dovrà sollevare eccezioni o riaprire la contesa diventerà proprio quella di Harbart.

Già, perché non appena la Banca centrale europea metterà sul piatto un chiarimento formale, probabilmente comunicando la proroga del programma Pepp (cioè il Pandemic Emergency Purchase Programme, il nuovo programma di acquisto titoli di Stato), Merkel farà in modo che i membri della Corte tedesca plachino i loro spiriti ribelli. In altre parole, la contesa deve terminare qui, senza fare “vittime”.

Cambio al vertice

Harbart rappresenta quindi una sorta di garanzia agli occhi di Angela Merkel, con la Cancelliera impaurita per le possibili conseguenze che potrebbe portare con sé l’esito di Karlsruhe. Il motivo è semplice: il nuovo presidente della Corte, prima di essere eletto a giudice e vicepresidente della Corte, era deputato e presidente di gruppo al Bundestag tra le fila della Cdu, proprio il partito di Angela Merkel.

Domani Harbart sarà nominato direttamente dal governo e diventerà presidente della Corte costituzionale tedesca. Quali saranno i suoi poteri? La Corte è suddivisa in due camere: una retta dal vicepresidente, l’altra dal presidente in carica. Stephan Harbart presiederà quest’ultima, la stessa coinvolta nella vicenda con la Bce. La sensazione è che, con il cambio al vertice, la Corte possa cambiare atteggiamento nei confronti di Bruxelles diventando molto più docile rispetto a quanto mostrato nel recente passato.

Cosa è successo

Breve riassunto delle puntate precedenti. Il 5 maggio la Corte costituzionale tedesca ha pronunciato una sentenza contro il programma di acquisti Pspp della Bce. Detto altrimenti, i giudici di Karlsruhe hanno messo in dubbio le competenze della Banca centrale europea. Il problema è che gli stessi giudici, così facendo, hanno scavalcato la sentenza della Corte di giustizia europea, che aveva invece riconosciuto legittimo il programma in questione.

L’Alta Corte tedesca ha quindi congelato la sua decisione per tre mesi, dando il tempo necessario alle autorità tedesche di ottenere una spiegazione dall’Eurotower. La Bce non ha alcuna intenzione di fornire spiegazioni tecniche, rischiando di compromettere la propria credibilità. Per evitare uno scontro di fuoco, con possibili conseguenze nefaste per l’Ue e la moneta unica, il nuovo presidente della Corte tedesca dovrà gettare (tanta) acqua sul fuoco.

Cosa potrebbe succedere

Con la nomina del nuovo presidente la credibilità della Banca centrale europea sarebbe salva, visto che, dopo la spiegazione formale che la stessa Bce fornirà alla Corte tedesca, quest’ultima non dovrebbe ulteriormente alimentare il dibattito. Non solo: se – come sembra – il braccio di ferro dovesse terminare, anche il diritto dell’Ue e l’autorità della Corte di giustizia uscirebbero rafforzati dalla vicenda.

Da un punto di vista politico-economico, invece, i limiti che l’Alta Corte tedesca aveva imposto alla partecipazione di Berlino alla mutualizzazione del debito potranno essere usati per spingere verso il Recovery Plan di Ursula von der Leyen. Se così fosse, la Germania riuscirebbe a portare avanti i propri interessi “pilotando”, in un certo senso, le politiche economiche dei vari Paesi membri.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.