Una visita organizzata in pochi giorni, in modo quasi repentino e frettoloso che, tuttavia, di certo non può passare inosservata. Il vice presidente Usa Mike Pence, in questo venerdì e fino a sabato sarà a Roma per colloqui con tutti i massimi rappresentanti delle nostre istituzioni e non solo. Infatti, la prima tappa è prevista in Vaticano dopo il numero due della Casa Bianca è atteso da Papa Francesco. In agenda, numerosi dossier che convergono su una tematica fondamentale: il contenimento della Cina. Ed in questa ottica, sarà inevitabile un importante passaggio sulla Libia.

I tanti dossier in campo

Come specificato su La Stampa, Mike Pence ha tenuto molto ad essere ricevuto in primo luogo dal Pontefice in Vaticano. Il motivo è da rintracciare nell’importanza, a pochi mesi dalla campagna elettorale, di un proficuo rapporto con la Chiesa e con il Papa dopo anni in cui Bergoglio e Donald Trump su molti argomenti hanno manifestato posizioni diverse. Ma non appena il corteo del vice presidente Usa si sposterà al di là del Tevere, i colloqui verteranno su alcuni degli argomenti più delicati dell’attualità. Dalla web tax all’Iran, passando per il 5G, situazione in medio oriente ed i dazi. Argomenti spinosi, che non riguardano ovviamente soltanto i rapporti tra Washington e Roma. In ballo c’è, sotto il profilo generale, la guerra commerciale con la Cina e soprattutto il contenimento di Pechino.

Chiaro che la Casa Bianca si aspetta dall’Italia ampia collaborazione ed una sponda importante in questa ottica. È vero che tra gli Stati Uniti ed il gigante asiatico nelle ultime settimane sono state siglate delle tregue, ma il braccio di ferro è destinato comunque a continuare. E per Donald Trump, la rivalità con la Cina è l’elemento cardine attorno cui far ruotare la sua politica estera e le sue future scelte in campo economico. Per questo da Washington c’è interesse nel “blindare” la posizione italiana su questo fronte. Mike Pence, di fatto, nella due giorni romana cercherà essenzialmente conferme da parte del governo italiano.

Focus sulla Libia

Ed il governo di “Giuseppi” Conte non appare del resto intenzionato ad opporre particolare resistenza. Né, anche volendo, sarebbe nelle condizioni di farla. L’Italia potrebbe avere una perdita non indifferente per via dell’imposizione di dazi da parte americana, così come ha già perso diversi miliardi di investimenti in Iran a causa delle sanzioni volute dagli Usa. Ma Roma ha, in primo luogo, una partita ancora da giocare ed è quella inerente la Libia. Qui l’Italia, come del resto l’intera Europa, risultano marginali ed il ruolo di Russia e Turchia appare ormai quello decisivo per le sorti del paese nordafricano. Tuttavia, specialmente dopo la conferenza di Berlino (tutt’altro che positiva, per la verità) ci sono ancora margini per manovre politica in grado di salvare il salvabile.

Mike Pence con Giuseppe Conte discuterà dunque anche di Libia. E qui, ancora una volta, il presidente del consiglio chiederà un maggiore intervento da parte degli Stati Uniti all’interno del dossier libico. Tradotto dal politichese, l’Italia vorrebbe un aiuto americano per rientrare e pieno titolo tra gli attori più influenti nel paese a noi dirimpettaio. Le prossime ore potrebbero essere caratterizzate da un nuovo tentativo, da parte del nostro governo, di mostrarsi saldamento al fianco di Washington in funzione anti cinese per ottenere risultati sulla Libia. Una circostanza quest’ultima però niente affatto semplice, come già dimostrato dal bilaterale di Londra tra Conte e Donald Trump dello scorso mese di dicembre.

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