Come scrive Graham Allison nel suo “Destinati alla guerra. Possono l’America e la Cina sfuggire alla trappola di  Tucidide?” (Fazi Editore, 2018), come conseguenza del continuo riaffermarsi del potere e dell’influenza esercitati dalla Cina nell’Asia orientale, “dal punto di vista dei cinesi il ruolo svolto dagli Stati Uniti nel Pacifico occidentale” sta ormai “volgendo al tramonto”. Le azioni messe in atto dalla Cina nella regione, spiega Allison, “hanno cercato appunto di accelerare questo ritiro, in maniera ancora più evidente nel Mar Cinese Meridionale”. È proprio nel Pacifico, infatti, che si gioca la partita a scacchi tra Washington e Pechino.

Secondo Kevin Rudd, già primo ministro dell’Australia, i cinesi sono giunti alla “conclusione profondamente radicata e profondamente realistica” secondo cui gli Stati Uniti “non concederanno mai volontariamente alla Cina lo status di potenza preminente a livello regionale e globale” e faranno quanto è in loro potere “per mantenere un simile ruolo”. Questa convinzione ha spinto Xi Jinping a modernizzare l’esercito popolare al fine di fronteggiare Washington.

Come riporta Sicurezza Internazionale, la Cina rappresenta la seconda potenza mondiale per gli investimenti in ambito di difesa. Nel 2017 ha incrementato la spesa militare del 5.6% rispetto al 2016, per un totale di circa 228 miliardi di dollari investiti in ambito militare. Da quando Xi Jinping è diventato presidente, il 14 marzo 2013, ha sempre sostenuto la necessità di modernizzare l’esercito e di affermare la propria leadership sulle forze armate, cosa che è stata confermata alla fine del XIX Congresso del Partito Comunista cinese, svoltosi dal 18 al 25 ottobre 2017, che ha rinsaldato il suo potere.

La modernizzazione dell’esercito cinese spaventa Washington

La modernizzazione voluta dal presidente Xi Jinping allarma gli Stati Uniti, soprattutto nell’area del Pacifico. Secondo quando illustrato dall’ammiraglio Philip Davidson, a capo del comando indo-Pacifico nella sua testimonianza davanti al Comitato dei servizi armati del Senato degli Stati Uniti dello scorso ​​12 febbraio 2019, “negli ultimi 20 anni, Pechino ha intrapreso uno sforzo massiccio per far crescere e modernizzare l’Esercito popolare di liberazione”. “L’esercito cinese rappresenta la principale minaccia per gli interessi degli Stati Uniti e i nostri alleati regionali e sta aumentando rapidamente la sua capacità di proiettare potere e influenza”.

“Pechino persegue sforzi sia qualitativi che quantitativi per trasformare le sue forze armate, modernizzare le sue piattaforme militari e contemporaneamente aumentare il numero di piattaforme in servizio” ha spiegato l’ammiraglio. Ciò che preoccupa gli americani è l’acquisto, da parte della Cina, del sistema missilistico terra-aria S-400 acquistato dalla Russia: “L’S-400 ha una portata di 250 miglia, che potrebbe ampliare la copertura aerea dell’esercito cinese sullo Stretto di Taiwan e altre strutture ad alta priorità”, ha avvertito Davidson.

Davidson ha dichiarato che le forze a sua disposizione – 375.000 persone che gestiscono centinaia di navi e aerei – possono dissuadere l’aggressione cinese. “Mettendo in campo e mantenendo una forza congiunta pronta a combattere e vincere”. Il Comando dell’Indo-Pacifico, ha sottolineato, “riduce la probabilità che qualsiasi avversario ricorra all’aggressione militare per mettere in dubbio o minare l’ordine internazionale”. Anche sei il timore di una sfida imminente rimane. 

La Cina aumenta il budget per la Difesa

Mentre la Cina continua a portare avanti la sua riforma militare per raggiungere la modernizzazione in un ambiente di sicurezza internazionale imprevedibile e instabile, scrive il Global Times, nel 2019 il Paese aumenterà il budget per la difesa a 1,2 trillioni di yuan, pari a 179 miliardi di dollari.

È ragionevole, osserva il giornale vicino al Partito Comunista cinese, che la Cina aumenti il suo bilancio per la difesa man mano che la sua economia cresce. Aumenti costanti che, spiegano gli analisti cinesi, sono utili per mantenere la capacità di combattimento dell’Esercito Popolare di Liberazione (Pla), “modernizzando le sue armi e attrezzare”.

A questo punto è lecito domandarsi se Washington accetterà di condividere il suo primato nel Pacifico con Pechino o se quest’ultima accetterà di moderare le proprie ambizioni. Al momento nessuna delle due potenze ha la minima intenzione di cedere. Sfuggiranno alla trappola di Tucidide?

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