Sarà sicuramente una coincidenza, una teoria del complotto, una fatalità, ma stare accanto alla famiglia Clinton non si può certo dire che porti benissimo. Come riferisce il Daily Mail, emergono nuove notizie sulla misteriosa morte di uno degli storici consiglieri dell’ex presidente Bill Clinton, Mark Middleton, colui che forse più di tutti ha contribuito a “cementare” la sua amicizia con Jeffrey Epstein, morto all’età di 59 anni per un presunto suicidio il 7 maggio scorso. La notizia della morte di Middleton, naturalmente, ha scatenato i cospirazionisti del web che hanno subito puntato il dito contro la potente famiglia dell’ex presidente dem. Ad oggi i fatti ci dicono che l’uomo è stato trovato, come ricorda il Corriere della Sera, appeso ad un albero con il petto trapassato da un proiettile, e dopo un’indagine il suo decesso è stato classificato come suicidio.

La novità è che, come scrive l’Arkansas Democrat-Gazette, la famiglia ha presentato una causa che cerca di impedire la pubblicazione di immagini dalla scena nella contea di Perry dove Middleton è stato trovato morto per un apparente suicidio. La causa, intentata il 23 maggio dalla vedova di Middleton, Rhea, e dal fratello, Larry, cerca di vietare allo sceriffo e al medico legale di rivelare fotografie, video o altre rappresentazioni della scena.

Muore un altro uomo vicino ai Clinton

Secondo il Daily Mail, Middleton avrebbe accolto il pedofilo Jeffrey Epstein alla Casa Bianca in almeno sette occasioni, secondo i registri ufficiali. Il tabloid britannico ha pubblicato una foto che ritrae proprio Bill Clinton con Epstein, Ghislaine Maxwell e Middleton nel 1993 nella residenza presidenziale. La morte dell’ex consigliere di Clinton è stata annunciata in un post su Facebook – poi cancellato – e pubblicato dall’azienda di famiglia che produce condizionatori, la Middleton Heat & Air. “La famiglia Middleton è rattristata nel condividere che Mark Middleton è morto questo fine settimana. La famiglia Middleton ha perso un leader stimolante e devoto, oltre a un figlio, un fratello, un marito e un padre. Mark lascia un’azienda che ha contribuito a costruire da zero insieme alla sua famiglia ed è stato orgoglioso di dirigere negli ultimi 25 anni” si leggeva nel post, poi rimosso.

Middleton è stato anche socio amministratore della MidCorp Capital, una società di investimento, e ha lavorato per una manciata di fondazioni senza scopo di lucro vicine ai democratici. Mark Middleton avrebbe incontro il pedofilo-magnate in diverse occasioni. Dopo una visita di Epstein alla Casa Bianca nel maggio 1994, quest’ultimo volò da Washington a Palm Beach, in Florida, con Middleton a bordo. Il giorno seguente la coppia si spostò da Palm Beach alle Bahamas.

La lunga amicizia con Epstein

Non è un mistero che Bill Clinton e Jeffrey Epstein fossero grandi amici e che Mark Middleton fosse uno degli “sponsor” di quell’amicizia che ora imbarazza la famiglia dell’ex presidente. È noto, ad esempio, che il finanziere-pedofilo prestasse all’ex presidente il suo jet per viaggiare oltreoceano. I registri di volo ottenuti da Fox News dimostrano che Bill Clinton ha compiuto almeno 27 viaggi a bordo del Boeing 727 di Epstein, soprannominato “Lolita Express”, dal 2001 al 2003.

Secondo Fox News, l’ex presidente dem viaggiò ripetutamente tra il 2001 e 2003 anche con lo stesso Jeffrey Epstein e altri passeggeri. I registri di volo ufficiali depositati presso la Federal Aviation Administration mostrano inoltre che Clinton ha viaggiato in alcuni dei viaggi con ben 10 agenti dei servizi segreti statunitensi. Il jet ha guadagnato il suo soprannome – Lolita Express – perché secondo quanto ricostruito era dotato di un letto dove gli ospiti del finanziere facevano sesso di gruppo, anche con ragazze molto giovani e minorenni. Tra coloro che viaggiavano regolarmente con Bill Clinton c’erano i soci di Epstein: Ghislaine Maxwell e l’assistente di Epstein, Sarah Kellen, entrambi indagati dall’Fbi e dalla polizia di Palm Beach per aver reclutato ragazze per il milionario e i suoi amici.

Quella “strana” scia di sangue

Ora Mark Middleton e Jeffrey Epstein non ci sono più, entrambi morti per degli apparenti suicidi. Gli ultimi di una lunga scia di sangue. A questi si aggiunge la morte sospetta di James McDougal, la cui morte in prigione avvenuta nel 1998 fu definita dagli inquirenti un “duro colpo” alle indagini sullo scandalo immobiliare Whitewater, incentrato sugli sventurati investimenti immobiliari dell’omonima società di cui facevano parte i Clinton, e il misterioso suicidio di Peter W. Smith, l’avvocato repubblicano che voleva indagare su Hillary Clinton. Senza dimenticare Seth Rich, il ventisettenne che lavorava nello staff del Comitato nazionale democratico trovato morto con un colpo alla schiena e che avrebbe avuto a che fare con WikiLeaks e le e-mail trafugate all’ex Segretario di stato. Nessuna prova che i Clinton abbiamo minimamente a che fare con queste strane morti, sia ben chiaro. Rimane una sfortunata scia di sangue, sempre più lunga e tragica.

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