Fuori l’avversario delle primarie Rishi Sunak e fuori buona parte degli altri “frondisti” che si erano dimessi per affondare il governo di Boris Johnson a luglio: Liz Truss ha varato il suo esecutivo, insediandosi come quarto premier britannico negli ultimi sei anni, scegliendo ministri di primo rango tra i fedelissimi del Partito Conservatore, promuovendoli spesso da ruoli di secondo piano, e compiendo un vero e proprio repulisti di chi non ha seguito la fedeltà al partito nei mesi scorsi.

Il governo del “falco” Tory che si ispira a Margaret Thatcher, terza donna a guidare il governo di Sua Maestà, nasce dunque senza sanare alla radice il problema delle fratture interne a un partito che da dodici anni regge le sorti del Regno Unito e dopo aver cavalcato e perfezionato la Brexit sta iniziando a risentire delle fatiche di lunghi anni di governo e delle divisioni interne. Conservatori liberisti e fautori del consolidamento del “Muro Blu” strappato ai Laburisti nel 2019 dall’improvvisato working class hero Boris Johnson convivono nel nuovo esecutivo in nome dell’opposizione ai vecchi fautori del mantenimento di Londra in seno all’Unione Europea tra cui, nel 2016, un esponente di rango era proprio l’attuale premier.

Il “falco” liberista si prende l’Economia

Truss, come detto, ha riempito di fedelissimi gli alti ranghi del partito. E il primo escluso di peso è stato proprio Rishi Sunak, dimessosi a luglio da Cancelliere dello Scacchiere, l’equivalente del nostro Ministro dell’Economia, che dimettendosi a luglio assieme al Ministro della Sanità Savid Javid aveva avviato la slavina che aveva portato  alla caduta del governo Johnson. Sunak non è stato richiamato e in un certo senso c’era da aspettarselo: è tradizione che il Cancelliere sia una figura molto vicina al primo ministro con cui si deve interfacciare in continuazione.

Mentre per Londra si avvicina la crisi energetica e l’inflazione morde, Truss ha nominato Kwasi Kwarteng, suo fedelissimo alleato e ex Ministro dell’Industria, al prestigioso ruolo. Figlio di immigrati ghanesi arrivati in Gran Bretagna negli Anni Sessanta, Kwarteng è un ultra-liberista come la Truss, in prima fila con il neo-primo ministro nel sostenere la linea neo-thatcheriana che vuole imporre al governo. Etoniano come Boris Johnson, 47enne come la Truss, è co-autore con lei di un libro intitolato Britannia Unchained, che propone lo sviluppo del Paese verso un’economia a bassa tassazione e un governo più leggero in perfetto stile neoliberista. Kwarteng si è detto favorevole a massicci tagli delle tasse e in un primo momento dovrà occuparsi della manovra contro il carovita su cui la Truss si giocherà la credibilità nelle prime settimane di governo.

I fedelissimi della Truss ai ministeri di peso

Truss ha poi provveduto a offrire cariche di peso a chi le era più vicino nelle ultime settimane. L’ex Procuratore Generale Suella Braverman, che si è inizialmente opposta a lei nella competizione per la leadership ma poi le ha offerto un sostegno nel voto come Sunak, prende il posto della fautrice del law and order Priti Patel, distintasi nelle ultime settimane dell’era Johnson per il via libera all’estradizione di Julian Assange, al Ministero degli Interni e James Cleverly è promosso a ministro degli Esteri al posto della stessa Truss dopo aver per due mesi lavorato come Ministro dell’Istruzione e aver lavorato a lungo per convincere Johnson a entrare in un eventuale governo Truss nel luglio scorso. Braverman è figlia di una coppia originaria delle Mauritius e del Kenya, mentre la madre di Cleverly è della Sierra Leone. Nessuno dei tre ministri di maggiore peso del governo Truss (Kwarteng, Braverman, Cleverly) sarà un uomo bianco, e questo è un unicuum nella storia politica britannnica.

Ma Truss non ha terminato ai massimi vertici ministeriali la sua piccola rivoluzione. La sua più fedele alleata politico, Thérèse Coffey, prende il posto del vice primo ministro Dominic Raab dopo che questi aveva descritto i piani fiscali di Truss come “il viatico per un suicidio elettorale” contro i Laburisti nel voto del 2024. Coffey è stata la manger della campagna elettorale di Liz Truss ed assumerà anche il ruolo di Segretario alla Salute.

Una netta svolta sarà invece promossa da Truss sul piano ambientale e climatico, dato che, come riporta il Guardianmolti parlamentari Conservatori e gli attivisti sono stati allarmati dalla scelta del nuovo Segretario all’Industria Jacob Rees-Mogg, che da tempo è in prima linea per denunciare “l’allarmismo climatico” e i problemi delle politiche di transizione su cui invece Johnson ha investito molto negli anni. Fedelissimo della Truss e liberista convinto, Rees-Mogg riceve il ministero che è stato di Kwarteng e che dovrà tra le altre cose disegnare la futura strategia energetica del Regno Unito. Rees-Mogg appare molto distante dal nuovo Ministro dell’Ambiente, Ranil Jayawardena, classe 1986, tra i più giovani membri dell’esecutivo e tra le poche new entry dell’esecutivo, che invece appartiene alla schiera dei “Green Tories”.

Conferme e ritorni

Appare una retrocessione, invece, quella dell’outsider di lusso Nadhim Zahawi, scelto da Johnson al posto di Sunak come Cancelliere dello Scacchiere e nominato da Truss Ministro per l’Equità, chiamato a gestire le politiche di lotta alle discriminazioni razziali, sociali e religiose.

La volontà di Truss è quella di evitare di crearsi rivali in seno al governo tra i politici ritenuti più popolari tra la base elettorale del partito, ma non si può chiaramente governare un Paese spaccando a metà la propria formazione: e per questo motivo tra gli avversari delle primarie Truss ha scelto di offrire un ruolo di peso all’ex Ministro della Difesa Penny Mordaunt, eliminata nella corsa al dopo-Johnson nel voto dei parlamentari ma molto popolare nel partito: secondo un sondaggio tra gli iscritti del 6-7 luglio Mordaunt (12%) guidava le preferenze tra i membri del partito e una settimana dopo era salita al 27%, più della somma dei due contendenti per il ballottaggio, appaiati al 13%. Truss ha scelto Mordaunt per un ruolo di peso, sostituendola a Mark Spencer per la guida della Camera dei Comuni e il governo di un gruppo di maggioranza litigioso.

L’esperienza di Mordaunt alla Difesa ha contribuito a dare visibilità all’ex veterana e politica conservatrice più schietta su questioni come i diritti Lgbt e i valori tradizionali, papabile per futuri ruoli di peso nel Regno. E sempre restando sul tema Difesa, è sintomatico il fatto che l’unico intoccabile tra i ministri di peso sia stato proprio il succcessore di Mordaunt, Ben Wallace. Confermatissimo alla carica che ricopre dall’ascesa di Johnson. Classe 1970, membro del parlamento dal 2005 e ministro della Difesa dal 2019, è un ex militare che si è distinto per aver gestito con attenzione il piano di riarmo britannico, governato senza produrre un disastro paragonabile a quello Usa lo smacco del ritiro dall’Afghanistan nel 2021 e aver gestito l’appoggio delle forze armate britanniche all’Ucraina con invii di armi e supporto logistico e d’intelligence negli ultimi mesi. Apprezzato dai militanti per la sua sobrietà, dovrà gestire una politica estera in cui l’eccessivo interventismo di Liz Truss e la sua relativa inesperienza rischiano di produrre fughe in avanti problematiche.

Nato l’esecutivo, ora bisognerà governare: la crisi energetica è pressante; la recessione incombe; tra scioperi e rivolte fiscali, il Regno Unito rischia un autunno caldo; caduto Johnson, anche lo stesso progetto di Global Britain può perdere slancio ideale, strategico, geopolitico; la sfida con la Russia è aperta e in prospettiva si intravede quella con la Cina; sul fronte dei rapporti con l’Ue Truss, con lo zelo della neoconvertita, si è dichiarata pronta a stracciare gli accordi del post-Brexit qualora con venisse modificato il protocollo irlandese. Saranno anni complessi per il Regno Unito mentre il Partito Conservatore è preda delle guerre tra bande. E prima di paragonarsi alla Thatcher la Truss dovrà saper guidare un governo fortemente rimaneggiato e modificato e in cui la fedeltà appare la prima discriminante nella scelta dei vertici. Mentre la vecchia guardia dei Wallace e delle Mordaunt vigila per evitare scossoni eccessivi che possano produrre un disastro elettorale nel 2024.

 

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