Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricevuto ieri a Kiev il premier israeliano Benjamin Netanyahu. I due leader hanno visitato il memoriale dell’eccidio di Babij Yar, a nord della capitale ucraina, dove nel settembre 1941 i nazisti uccisero decine di migliaia di persone, in gran parte cittadini ebrei. Il capo del governo israeliano ha lasciato dei fiori presso il memoriale del Milite ignoto, prima di recarsi al palazzo presidenziale. Si tratta della prima visita ufficiale in Ucraina di Netanyahu in 20 anni, arrivato a Kiev per siglare diversi documenti bilaterali relativi alla cooperazione in ambito agricolo, dell’istruzione, della cultura e in altri settori.

Come ha sottolineato Zelensky, Israele è uno dei principali partner commerciali dell’Ucraina nella regione del Medio Oriente. “Il fatturato totale dell’interscambio fra i nostri Paesi ha superato il miliardo di dollari, cifra che aumenterà in modo significativo grazie alla firma dell’Accordo di libero scambio, che spero sarà presto ratificato da Israele”, ha aggiunto. Il presidente ucraino ha poi invitato Tel Aviv a riconoscere l’Holodomor. “Nel commemorare l’eterna memoria delle vittime dell’Olocausto, che ha ucciso oltre due milioni di ebrei ucraini, l’Ucraina invita Israele a riconoscere l’Holodomor come un atto di genocidio contro il popolo ucraino”, ha affermato il capo dello Stato. Zelensky ha infine invitato le compagnie israeliane a investire in Ucraina, “nei progetti di costruzione di strade e infrastrutture, in campo medico ed educativo, nel risparmio energetico e nel settore dell’IT”.

“Sulla sicurezza dobbiamo imparare da Israele”

Riferendosi al conflitto con i gruppi separatisti sostenuti dalla Russia nell’Ucraina orientale, Zelensky ha affermato che il suo Paese “ha molto da imparare da Israele, specialmente in materia di sicurezza e difesa”, secondo una dichiarazione ufficiale riportata da Haaretz. “Abbiamo discusso delle nostre relazioni bilaterali e dei modi per approfondirle. Abbiamo avviato il dialogo su dei temi che i nostri amici israeliani conoscono bene: quelli della guerra e della sicurezza”, ha spiegato Zelensky. Il presidente ha ringraziato la controparte per il costante sostegno alla sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina.

Nella sua dichiarazione, Benjamin Netanyahu ha rimarcato il legame storico-culturale fra i due Paesi e l’importanza della comunità ebraica in Ucraina, la quarta più grande in Europa, nonché il ruolo svolto dagli ebrei ucraini nella fondazione del movimento sionista. Prima di partire per Kiev, Netanyahu ha ricordato le “migliaia di cittadini israeliani ucraini che costituiscono un ponte vivente tra i due Paesi” e il legame “che si sta rafforzando”. “Il presidente e io  – ha aggiunto – discuteremo dell’istituzione di una zona di libero scambio e un accordo pensionistico, nonché una serie di altre questioni che rafforzeranno ulteriormente l’eccellente legame tra i due Paesi”.

Netanyahu vuole assicurarsi il voto degli ucraini emigrati in Israele

Le elezioni parlamentari in Israele si terranno il prossimo 17 settembre per eleggere i 120 membri della Knesset, il parlamento israeliano, per un periodo di quattro anni. Alle elezioni del 9 aprile il Likud aveva ottenuto il 29 per cento dei voti, 7 punti in più rispetto al risultato delle precedenti elezioni, e 35 seggi su 120 alla Knesset. Lo stesso risultato era stato ottenuto dal partito del principale sfidante di Netanyahu, il partito centrista Blu e Bianco dell’ex generale Benny Gantz. Netanyahu, tuttavia, non è riuscito a mettere insieme una maggioranza.

Naturalmente, la visita a Kiev di Netanyahu a meno di un mese dal voto non è affatto casuale. Benjamin Netanyahu nega, ma secondo alcuni analisti israeliani il viaggio in Ucraina fa parte degli sforzi del premier per raccogliere il sostegno tra gli elettori di lingua russa, molti dei quali tendono a sostenere Avigdor Lieberman, l’ex ministro nato in Moldavia, fondatore e leader del partito nazionalista Israel Beytenu. La strategia di Netanyahu è quella raccogliere il consenso dei cittadini ucraini emigrati in Israele a seguito del crollo dell’Unione Sovietica, quando oltre un milione di ucraini si trasferirono nello stato ebraico.

“In assenza di un incontro con Putin – osserva Anshel Pfeffer su Haaretz – volare a Kiev è un’alternativa interessante, soprattutto considerando che negli ultimi dieci anni Netanyahu ha cercato di sottovalutare le forti relazioni di Israele con l’Ucraina, per paura di irritare Putin. Netanyahu non si è mai preso la briga di fare il breve volo di due ore per Kiev prima d’ora”. Infatti, sottolinea Pfeffer, quando Zelensky ha prestato giuramento come presidente, Netanyahu non ha nemmeno mandato un ministro alla cerimonia d’insediamento, limitandosi all’ambasciatore.

“I suoi consiglieri si sono improvvisamente resi conto che non tutti coloro che parlano russo in Israele sono cittadini russi e molti di loro non sono fan di Putin. Nella battaglia accesa con Lieberman per i loro voti, tutto è concesso”. Una delle principali preoccupazioni di questi elettori, in particolare di quelli più anziani, sono le pensioni dei Paesi in cui hanno vissuto e lavorato per gran parte della loro vita. Ucraina in testa. Ed è per questo motivo che Netanyahu, nelle sue dichiarazioni, ha citato in maniera esplicita “l’accordo pensionistico“. 

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