La violenza del centro di Parigi non è stata opera dei gilet gialli né di gilet gialli radicalizzati. Quello che si è visto nel centro della capitale francese è stata la devastazione ad opera di black bloc che, molto spesso indisturbati, hanno assaltato negozi e ristoranti degli Champs-Elysées e delle strade limitrofe.

A dirlo non solo soltanto i fautori della protesta, ma anche esperti di intelligence e funzionari governativi, così come i giudici che, in queste ore, stanno iniziando a vagliare le accuse nei confronti di centinaia di teppisti fermati dalle forze di polizia nel centro di Parigi. Non erano i gilet jaunes: erano gruppi infiltrati di casseurs che hanno preso il sopravvento sulla manifestazione scatenando la loro rabbia. E sono tutti, o almeno in larghissima parte, legati in qualche modo a frange anarchiche op dell’estrema sinistra.

A rivelarlo è Le Figaro. Il quotidiano francese, citando una fonte giudiziarie del tribunale di Parigi, ha iniziato a dare un quadro abbastanza significativo del ventaglio di arrestati negli scontri di sabato scorso. Con un’eta compresa tra i 20 e i 30 anni, con pochi fra i 30 e i 40, per il giornale si tratta in larga parte di profili perfettamente sovrapponibili a quelli della “delinquenza classica”. E molti difesi da avvocati che tutelano gli interessi di collettivi di estrema sinistra.

Questo legame fra avvocati dell’estrema sinistra e violenti che hanno devastato il centro della capitale francese è un segnale chiarissimo di un problema che da decenni caratterizza la Francia. E che riguarda una sorta dei buonismo e di presunzione di innocenza nei confronti dei gruppi delle’strema sinistra. La tolleranza nei confronti dei collettivi “antifa” è stata da sempre un mantra di larga parte dei governi francesi, in particolare di quelli socialista. Un po’ come quanto è avvenuto in questi anni per i terroristi italiani latitanti, protetti dalla cosiddetta dottrina Mitterrand.

A definire i black bloc francesi per quello che realmente erano, ovvero militanti dei gruppi più estremi della sinistra, è anche Éric Delbecque, uno dei massimi esperti di sicurezza nazionale, che nell’edizione francese dell’Huffington Post ha scritto un editoriale in cui ricorda l’appartenenza di questi violenti ai gruppi della sinistra radicale. Quelli che l’esperto chiama “les Ingouvernables”, gli ingovernabili. E che secondo l’autore hanno un ruolo fondamentale nel veicolare la violenza e che utilizzano una strategia molto lucida, che consiste nell’unirsi e introdursi all’interno di movimenti di protesta, “deporre le uova” e poi lasciare che la loro rabbia prenda il sopravvento sul moto di protesta.

Così, la sinistra francese che per anni ha coccolato la sua parte più estrema, oggi conta i danni. Emmanuel Macron ha deciso di usare il pugno duro, vietando cortei di gilet gialli nel centro di Parigi, Tolosa e Bordeaux e emanando leggi decisamente repressive nei confronti di chiunque tenti di unirsi alle proteste. E nel frattempo, la rimozione del capo della polizia di Parigi ha dato anche un segnale “politico”. Utile sopratutto a far capire alla cittadinanza che i dubbi sulla catena di comando responsabile dell’ordine pubblico sono stati verificati e confermati dallo stesso esecutivo.

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