La Merkel scarica il presedente ucraino Poroshenko che aveva chiesto l’intervento di navi da guerra tedesche nel Mare di Azov: per garantire la sicurezza e contrastare la Russia. “Putin vuole occupare questo mare”, la Germania, come la Nato, se ne curino.

Per far fronte alla crisi innescatasi con la Russia, il presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, ha chiesto ai Paesi membri della Nato di dispiegare le proprie navi nelle acque contese che si incontrano nello stretto di Kerch, dove si è registrato l’incidente di domenica che ha visto scontrarsi la guardia costiera russa con la marina militare ucraina. Kiev si era rivolto principalmente a Berlino: “La Germania è uno dei nostri alleati più vicini e speriamo che i Paesi in seno alla Nato siano ormai pronti a dispiegare navi nel Mare di Azov per aiutare l’Ucraina e garantirne la sicurezza”, ha dichiarato nelle scorse ore il presidente Poroshenko al quotidiano tedesco Bild. Ma il governo tedesco ha negato l’invio di navi da guerra invitando alla mediazione diplomatica.

“Non possiamo accettare questa politica aggressiva della Russia – ha proseguito Poroshenko nell’intervista rilasciata alla Bild – “Prima la Crimea, poi l’Ucraina orientale, ora vuole il mare di Azov. La Germania deve anche chiedersi: cosa farà Putin se non lo fermeremo?”

“Non vogliamo militarizzazione conflitto” ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, respingendo formalmente la richiesta velata del presidente ucraino che invocava un sostegno di carattere militare. “Io ho comprensione per le preoccupazioni che ci sono in Ucraina”, ha affermato Maas come ambasciatore del governo tedesco, chiarendo che le azioni militari della Russia sono state ritenute “sproporzionate” e “prive di ogni fondamento giuridico”. “Quello però che non vogliamo é una militarizzazione del conflitto”. Berlino, che negli scorsi giorni si è offerto come mediatore nella figura della cancelliera Angela Merkel, invoca un processo politico diplomatico che disinneschi una nuova escalation in Crimea. 

Contestualmente il ministro degli Esteri tedesco Maas ha parlato al telefono con il ministro russo Sergej Lavrov, per intavolare quello che potrebbe rivelarsi un processo di mediazione. Intanto il ministero della Difesa tedesco ha reso noto che nessuna delle unità della Deutsche Marine, né di superficie né sottomarine, sono presenti nel Mar Nero o nel Mar d’Azov. 

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