A Davos, in Svizzera, ha preso il via oggi la 50esima edizione del World Economic Forum, che si concluderà il 24 gennaio. Sono 2.782 i partecipanti registrati, provenienti da 117 paesi. È prevista la partecipazione di rappresentanti di governi di 91 paesi, di cui 53 sono capi di stato o di governo e i rappresentanti di tutte le maggiori società bancarie e di investimento del mondo: Bank of America, BlackRock, Citi, Goldman Sachs, HSBC e Sberbank, oltre a Barclays, Bridgewater Associates, JPMorgan Chase, Lazard, Paypal. Presenti, tra gli altri, il primo ministro finlandese Sanna Marin, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il premier Giuseppe Conte, il finanziere George Soros, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy e l’attivista per il clima Greta Thunberg. L’ospite più atteso, tuttavia, mentre negli Usa si svolge il processo di impeachment al Senato, è il Presidente Donald Trump.

Quest’anno, il tema del forum di Davos è “Stakeholder for a Cohesive and Sustainable World” e si concentrerà in gran parte sul tema dei cambiamenti climatici. Anche se il Presidente degli Stati Uniti potrebbe essere messo sotto pressione su questo tema, i “plutocrati di Davos”, come scrive il New York Times, a differenza dello scorso anno, sembrano essere ben disposti ad accogliere The Donald.

Ora le élite accolgono con favore Donald Trump

L’anno scorso, nota il Nyt, a Davos il Presidente Trump era stato accolto con un profondo scetticismo, se non addirittura una certa ostilità. Le élite globali che si riuniscono ogni anno sulle Alpi Svizzere non potevano sopportare la retorica populista e antiglobalista di The Donald e la sua avversione per il multilateralismo e i consessi internazionali. Questa volta è diverso. “Con il mercato azionario ai massimi storici, due accordo commerciali appena annunciati e la possibilità che Trump possa rimanere in carica per quattro anni” è probabile che a Davos Donald Trump venga accettato, se non celebrato “anche se sta affrontando un processo di impeachment”.

Un sentimento, quello diffuso fra le élite di Davos, che riconoscono perfino i più ardenti nemici e detrattori del Presidente americano. “Ci stiamo adeguando tutti al suo comportamento anomalo”, ha dichiarato l’investitore Anthony Scaramucci, ex amico e finanziatore del presidente Usa, direttore della comunicazione per soli 11 giorni. “L’atteggiamento della comunità imprenditoriale nei confronti dell’amministrazione Trump sembra piuttosto positivo”, ha spiegato al New York Times Stephen Schwarzman, co-fondatore di Blackstone, uno dei maggiori fondi di investimento del mondo. Ciò che spinge i grandi investitori ad apprezzare Trump, ha affermato, vi sono la forza dell’economia, gli accordi commerciali con Cina, Messico e Canada, il taglio delle tasse.

Il discorso (trionfale) di Trump a Davos

Si attendeva uno show di Donald Trump e così è stato. È lui, piaccia o meno, il Davos Man. Un discorso di mezz’ora, nel quale ha sottolineato i successi della sua amministrazione, dall’economia agli accordi commerciali. “Quando ho parlato due anni fa da questa platea ho detto che avrei lanciato il grande ritorno grande dell’America. Oggi – ha ribadito l’inquilino della Casa Bianca – abbiamo riscoperto la grande macchina dell’America e dell’industria Usa. L’America è tornata a vincere come mai prima d’ora”. The Donald ha poi preso di mira gli ambientalisti e i “perenni profeti di sventura” come Greta Thunberg. “Dobbiamo respingere i profeti perenni di sventura e le loro previsioni sull’apocalisse”. D’altronde, non è un mistero: su questi palcoscenici Donald Trump riesce sempre a dare spettacolo. Una mossa anche strategica: tutti parleranno dell’antagonismo Trump – Greta e non del processo di impeachment che si svolge al Senato, destinato ad apparire in secondo piano.

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