Due ex spie francesi sono state arrestate con l’accusa di tradimento per aver passato informazioni sensibili all’intelligence di una potenza straniera che si ritiene poter essere la Cina. 

Il ministro della Difesa francese Florence Parly si è rivolto alla stampa parlando di “Atti estremamente gravi”, descrivendo i dati trafugati dagli agenti doppiogiochisti come “Informazioni ormai compromesse che potrebbero minare la sicurezza dello stato”. I due ex-007 appartenenti al Dgse– il servizio informazione all’estero noto comeDirection générale de la sécurité extérieure –  sono stati incriminati lo scorso 22 dicembre poiché sospettati di aver collaborato con un servizio di spionaggio di una potenza straniera.  A questo si aggiunge l’accusa di “provocazione diretta al crimine di tradimento” in merito a terzi. Anche una delle due mogli degli agenti, dei quali non è stata divulgata l’identità, è stata arrestata “per fatti che possono costituire crimini” e per “occultamento di tradimento”.

 L’incidente è venuto alla luce solo questo giovedìdopo le dichiarazioni ufficiali rilasciate dal ministero della Difesa, che sono state divulgate dai principali media del Paese. “Non posso dire molto di più”, ha proseguito il ministro Florence Parly: “La Francia ha molti partner [nel campo dello spionaggio e del controspionaggio] ma viviamo in un mondo pericoloso e sfortunatamente cose di questo tipo possono succedere”. Il caso di cospirazione sarebbe stato scoperto dal contro-spionaggio francese; non è chiaro se del servizio esteri o del Dcri,Direction centrale du renseignement intérieur , il servizio informazioni si occupa dei casi  interni al territorio nazionale.

Cina veramente implicata?

Né il Ministero delle Forze Armate, né il Ministero degli Affari Esteri, né la fonte giudiziaria interrogata dall’Agence France-Presse hanno menzionato la potenza estera destinataria dell’informazioni d’intelligence e promotrice del tradimento o dell’assoldamento di spie atte al “doppio gioco”. Nessuna delle fonti ha inoltre fornito ulteriori dettagli sul tipo d’informazioni compromesse e cedute. Tuttavia sembra che uno degli ex-agenti francese, oggi in pensione, era di stanza a Pechinonella facoltà di fornire trasmissioni “quotidiane”.questo apre la pista che lascia ipotizzare un avvicinamento da parte di agenti dell’intelligence cinese (o della regione orientale) che intendesse accaparrarsi informazioni estremamente sensibili per la sicurezza nazionale della Francia. Riguardo queste indiscrezioni, il portavoce della diplomazia cinese, Lu Kang, ha risposto sobriamente: “Non lo sappiamo”, riporta il quotidiano Le Figarò

 

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