Adesso Emmanuel Macron ha una nuova grana. E questa volta riguarda la prossime elezioni europee. Fino a qualche giorno fa, la strada sembrava chiarissima: il partito di del presidente francese, La Republique En Marche, doveva allearsi con i liberali di Alde guidati da Guy Verhofstad e creare un blocco di centro che puntava a essere il polo di centro del prossimo Europarlamento.

Ma questa alleanza non sembra essere più così solida. Anzi, nelle ultime ore comincia a farsi strada l’idea che quest’asse possa saltare. Il motivo è legato ai finanziamenti di grandi gruppi industriali a favore di Alde. Giganti come Bayer, Google e Microsoft hanno iniziato da tempo una campagna di finanziamenti a favore del gruppo liberale di Verhofstadt. E questo afflusso di capitali non piace al partito di Macron che, attraverso il capo della campagna di Macron per le Europee, Stephane Sejourne, ha già fatto intendere che questa collaborazione “è in pericolo”.

In questi giorni, molti media francesi hanno dato una ricostruzione del rapporto fra queste multinazionali e Alde che  per un totale di 425mila euro dai colossi americani e tedeschi. Un finanziamento che non piace a Parigi soprattutto per un motivo: in Francia sono illegali. “Nessuno dei nostri europarlamentari si posizionerà nella prossima legislatura in un gruppo politico che tollera questi finanziamenti, che non sono coerenti con una vita democratica impeccabile” ha detto Sejourne.  appare come una vera e propria doccia gelata nei confronti del partito del belga, che oltre a criticare pesantemente il governo italiano, ha anche voluto a tutti i costi quest’alleanza con il capo di Stato francese.

Secondo Le Monde e France 2, i finanziamenti oggetto dello scandalo sono serviti a pagare i vertici annuali di Alde sin dal 2014. Didrik de Schaetzen, portavoce del gruppo liberale, ha risposto alle critiche sollevate dalla stampa francese dicendo che questo tipo di finanziamenti sono “una prassi ampiamente diffusa, legale a livello europeo” e che, ogni caso, rappresenterebbero “il 4% del finanziamenti complessivi del partito”.

Per Macron si tratta di un problema non di poco conto. Le prossime elezioni europee infatti rappresenteranno il grande scontro fra sovranisti e partiti tradizionali. Il presidente francese lo sa benissimo e lo sa anche Verhofstadt, che ha già definito Macron “il leader della nuova Europa” contro i partiti cosiddetti populisti e sovranisti. Ed entrambi sono consapevoli del fatto che soltanto uniti potranno riuscire a costituire un blocco utile alla loro causa. Perché il loro piano è sempre stato quello di diventare la terza forza in grado di essere decisiva in una possibile alleanza fra Partito popolare europeo e socialdemocratici. Con l’obiettivo mai celato di scalzare il probabile blocco sovranista e evitando una grande alleanza fra Ppe e destre. Ma senza i due partiti alleati, sia per Alde che per i francesi sarà difficilissimo realizzare questo piano.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.