Nessun accordo tra Stati Uniti e Corea del Sud, dopo due giorni di colloqui, in merito al contributo che Seul dovrà fornire per il mantenimento dei circa 28.500 soldati americani di stanza in territorio sudcoreano. La controversia rischia di rovinare i buoni rapporti tra le parti dato che l’intesa attualmente in vigore scadrà il 31 dicembre e non sembrano esserci soluzioni imminenti nel breve periodo. Il presidente Donald Trump, nell’ambito del suo progetto politico denominato “America First”, pretende che gli alleati di Washington contribuiscano in maniera più sostanziosa ai costi della difesa per non far ricadere tutto il peso economico di questo settore sugli Stati Uniti. L’inquilino della Casa Bianca ha avuto modo di discutere di questo anche con gli alleati della Nato pretendendo che gli stessi dedichino almeno il 2% del budget statale alle spese per la difesa ed andandosi a scontrare in particolare modo con la Germania, che non raggiunge questa quota e che ospita molte basi americane.

Una situazione delicata

Il presidente Trump ha  accusato, in passato, la Corea del Sud di essere una nazione ricca che trae vantaggio dalla protezione fornita dai militari americani presenti nel Paese dalla fine della Guerra di Corea, svoltasi tra il 1950 ed il 1953. I legislatori sudcoreani hanno lamentato che gli americani avrebbero chiesto fino a 5 miliardi l’anno di contributi, più del quintuplo di quanto Seul ha accettato di pagare quest’anno. James DeHart, il capo delegazione americano nell’ambito delle trattative, ha però mostrato flessibilità affermando che Washington non intende richiedere quanto inizialmente preteso e quanto riferito dai sudcoreani ed ha aggiunto che l’acquisto di armamenti americani da parte di Seul avrà un ruolo nei colloqui. Un nuovo round di discussioni è stato fissato per il mese di gennaio ed è possibile che, come lo scorso anno, venga raggiunta un’intesa dal valore retroattivo ed in grado di risolvere, seppur parzialmente, la situazione.

Un’alleanza importante

La questione dei costi rischia di creare problemi al rapporto speciale tra Corea del Sud e Stati Uniti, ritenuto molto importante per la stabilità della penisola coreana. Il 92% dei sudcoreani supporta l’alleanza con Washington ma il 68% è contraria alla prospettiva che Seul possa aderire alla richiesta americana di potenziare i finanziamenti per le truppe presenti nel Paese. Di questi contrasti potrebbe avvantaggiarsi Pyongyang, nemico storico della Corea del Sud: le relazioni tra le due Coree infatti, pur conoscendo periodiche distensioni, continuano a non essere affatto facili e permangono profonde divergenze tra le parti. La Corea del Sud è una nazione capitalista, con un’economia molto sviluppata ed un sistema politico che garantisce le libertà fondamentali presenti nella maggior parte delle democrazie occidentali. La Corea del Nord, invece, è uno Stato molto isolato e chiuso in se stesso, controllato dal Capo supremo Kim Jong-Un ed in possesso di armi nucleari. Un peggioramento delle tensioni nella regione, dunque, potrebbe anche portare ad un nuovo conflitto tra le parti e per questo motivo la presenza dei soldati americani è particolarmente importante per puntellare la stabilità di Seul ed evitare che possano sorgere problemi. Una possibile dipartita di Washington avrebbe l’effetto di esporre la Corea del Sud agli attacchi di Pyongyang e portare ad un serio aggravamento del quadro regionale andando a coinvolgere, probabilmente, anche il Giappone. Questo scenario drammatico, al momento, sembra scongiurato ma ci vorrà la volontà politica tanto di Seul quanto di Washington per riportare le relazioni bilaterali ad un livello ottimale.

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