La Cina sta ampliando una base aerea nello stretto di Taiwan, più precisamente a Xiapu, nella regione del Fujian. Secondo quanto riporta il sito Defense News l’aeroporto militare sta subendo dei profondi e radicali lavori di ristrutturazione per renderlo idoneo ad operare in modo permanente con la linea di cacciabombardieri in forza alla Plaaf.

Xiapu è una municipalità che si affaccia direttamente sul Mar Cinese Orientale all’imboccatura nord dello Stretto di Taiwan e quindi non molto distante anche dalle isole Senkaku/Diaoyu, la cui sovranità è al centro di una contesa internazionale tra Pechino e Tokyo. In particolare la base cinese è a 225 miglia dall’arcipelago conteso, ovvero ad una distanza inferiore rispetto alla più vicina base aerea nipponica che si trova a Okinawa, che invece è sita a 260 miglia.

Cosa sta facendo la Cina?

Le foto satellitari scattate ad aprile scorso mostrano la costruzione di 24 nuovi shelter per aerei, vie di rullaggio e altri edifici di supporto. La posizione degli shelter, che misurano approssimativamente 30 metri per 20, mostra una particolare attenzione alla dispersione nello spazio della base: i rifugi corazzati sono infatti sistemati in quattro gruppi da sei, con due di questi molto a ridosso della pista di decollo lunga circa 2,7 km, quindi capace di ricevere anche velivoli più “pesanti” rispetto ai cacciabombardieri.

La grandezza degli shelter è più che sufficiente per accogliere tutta la serie di cacciabombardieri cinesi come Sukhoi Su-30 e 35 e Shenyang J-11. 15 e 16, ma non i bombardieri come la versione cinese del ben noto Tipolev Tu-16 “Badger”, ovvero lo Xian H-6. Orientativamente la base non è ancora in grado di ospitare il nuovo caccia cinese di quinta generazione, il J-20, che abbisogna di particolari strutture al suolo per operare.

Contestualmente ai nuovi rifugi sono in via di costruzione parecchi nuovi edifici tra cui cinque nuove palazzine di alloggi e quella che sembra un’area atta all’ispezione, parcheggio e manutenzione di veicoli. Sempre la ricognizione di aprile ha evidenziato uno sbancamento in atto nella parte nord-orientale dell’aeroporto che fa pensare alla prossima costruzione di altre strutture.

La disposizione dei ricoveri corazzati per gli aerei, che riflette la tipologia di numerose basi europee, è una novità rispetto a quella classica cinese che classicamente vedeva gli hangar disposti in file ben ordinate con i velivoli solitamente parcheggiati davanti, e sta sicuramente ad indicare il carattere di “base avanzata” dell’infrastruttura di Xiapu.

Questa implementazione della base sta anche ad indicare il cambio di paradigma rispetto al suo utilizzo lasciando intendere che Pechino voglia stabilirvi uno stormo di caccia in sede permanente rispetto a quanto sino qui fatto: dal momento della sua ultimazione nel 2012, infatti, era sede solamente di un distaccamento che veniva impiegato secondo il principio della rotazione con un numero massimo di 12 velivoli. 

Perché la Cina sta ingrandendo la base?

I caccia schierati a Xiapu, che di solito sono Su-30 e J-11, sono stati osservati in operazioni di scorta alle missioni di ricognizione, pattugliamento e raccolta di dati di intelligence (ovvero spionaggio) effettuati da bombardieri e altri velivoli a medio lungo raggio in forza alla Plaaf diretti verso il settore occidentale del Pacifico sorvolando lo Stretto di Miyako, sito tra Okinawa e l’isola di Miyako. I caccia di solito seguono i bombardieri ben oltre lo Stretto compiendo un percorso complessivo di circa 1000 miglia dalla base di Xiapu. E’ ragionevole quindi pensare che un distaccamento permanente di caccia significhi che la Cina considera prioritarie le missioni di ricognizione e spionaggio effettuate nell’area. 

I bombardieri sono stati osservati compiere con maggiore frequenza nell’ultimo periodo dei voli di circumnavigazione dell’isola di Taiwan, considerata da Pechino una provincia ribelle e mai riconosciuta come indipendente. L’ultimo rapporto su queste missioni è dell’11 maggio scorso, quando due gruppi di bombardieri Xian H-6 hanno volato contemporaneamente da due direzioni diverse – da nord e da sud – l’isola, stringendola in un “abbraccio” dal sapore minaccioso. 

In un’altra occasione, come riporta il Ministero della Difesa Cinese, velivoli del tipo Su-35 decollati proprio dalla base di Xiapu, hanno sorvolato il Canale di Bashi, a sud di Taiwan, proprio per effettuare la scorta ai bombardieri, provocando quindi la reazione della difesa aerea di Taipei e di Tokyo, che decollati su allarme, quello che in gergo si chiama “scramble”, hanno intercettato i velivoli cinesi tra cui comparivano anche i Tupolev Tu-154 e Shaanxi X-8. 

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.