Secondo un recente studio pubblicato dal Pew Research Center e reso noto da Foreign Policy, più della metà dei 2,2 milioni di migranti arrivati in Europa negli ultimi anni – che rappresentano la più grande ondata migratoria dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – si trova in un “limbo” legale o ha dovuto fare ritorno a casa. Basandosi sui dati raccolti da Eurostat, l’agenzia statistica europea, il Pew Research Center ha pubblicato nuovi dettagli sullo stato di coloro che hanno presentato domanda di asilo nel 2015 e nel 2016 nell’Unione europea, in Norvegia e Svizzera.

Dallo studio è emerso che solo il 40% delle persone arrivate in Europa ha ottenuto una forma di protezione dai governi. E il resto? Come osserva Foreign Policy, “circa la metà dei richiedenti asilo si trova ancora in un limbo legale – in attesa di una risposta dalle strutture governative. Una parte, invece, è tornata a casa o ha lasciato l’Europa”.

Berlino accoglie (e “deporta”) più degli altri Paesi europei

C’è chi, per una precisa politica governativa, ha ricevuto un trattamento privilegiato. In Germania, i richiedenti asilo siriani hanno dovuto attendere solamente tre mesi in media per conoscere l’esito della loro domanda; solo il 20% degli immigrati siriani, infatti, era in attesa di una risposta da Berlino alla fine dello scorso anno. Un dato in netto contrasto con gli albanesi e con gli afghani (il 77% di loro, alla fine del 2016, attendeva l’esito dell’iter).

Sempre secondo Foreign Policy, “la Germania ha svolto un ruolo centrale nella politica europea dei rifugiati negli ultimi anni e probabilmente continuerà a farlo dopo le elezioni di questo fine settimana. Berlino ha accolto circa la metà dei richiedenti asilo ed ha elaborato tali richieste più velocemente di qualsiasi altro paese, ma anche rispedito a casa più immigrati degli altri”.

L’ascesa dell’Afd

La politica di Angela Merkel di aprire le porte all’immigrazione, soprattutto nel 2015 – poi rivista con il passare del tempo – avrà molto probabilmente delle implicazioni sul piano politico. A due giorni dal voto, come riporta askanews, Alternative für Deutschland è protagonista di una vera e propria impennata: secondo l’ultimo sondaggio per il settimanale Focus condotto dall’Istituto di ricerca Insa, l’Afd raccoglierebbe addirittura il 14% dei consensi.

Al contrario la Spd, i socialdemocratici, andrebbe incontro ad ulteriori perdite, tra il 19% e il 22% dei voti. Il primo partito resta l’Unione Cdu/Csu, che ottiene tra il 33% e il 36%. Il partito della destra radicale tedesca deve proprio la sua recente ascesa alla decisa critica alle politiche promosse in tema di immigrazione di Berlino. L’Afd raccoglie consensi soprattutto nella Germania orientale, dove il risentimento verso gli immigrati è forte. 

La situazione nel nostro Paese

Secondo i recenti dati pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno, i migranti sbarcati dal 1° gennaio ad oggi sulle coste italiane sono 102.942, rispetto ai 130.567 del 2016, con una diminuzione complessiva del 21,16%. Le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco sono, in ordine, Nigeria (17%), Guinea (9%), Bangladesh (9%), Costa d’Avorio (8%), Mali (6%), oltre a Eritrea, Senegal, Marocco, Sudan, Gambia (5%). Sempre secondo i dati del Ministero dell’Interno pubblicati ad agosto, sulle 46.224 domande di protezione internazionale esaminate al 31 luglio, il 43% ha ottenuto il riconoscimento di una forma di protezione e solo il 9% ha ottenuto lo status di rifugiato.

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