Dalla California liberal suona un forte campanello di allarme per Joe Biden e tutto il partito democratico. Sette Stati hanno votato alle primarie in vista delle elezioni di metà mandato che si terrano il 8 novembre . Gli Stati in questione sono California, Iowa, Mississippi, Montana, New Jersey, New Mexico e South Dakota. Ma l’attenzione è rivolta in particolare al Golden State. Le votazioni assumono infatti per la California democratica una rinforzata importanza. È emersa la profonda preoccupazione degli elettori per la crescente criminalità e per il problema dei senzatetto anche nelle zone più progressiste del Paese. L’esito delle primarie è stato un segnale di insofferenza da parte dei democratici, che speravano in un ritorno alla normalità con il presidente Joe Biden, ma che rimangono insoddisfatti dello stato delle cose della Nazione.

A Los Angeles, Rick Caruso, immobiliarista miliardario ex repubblicano sostenuto da Elon Musk, ha investito milioni di dollari nella lotta alla criminalità e per contrastare il fenomeno dei senzatetto. Caruso si trova a fronteggiare la candidata liberale Karen Bass, ex presidente democratica del Congressional Blac Caucus, intenta a prevenire la violenza aumentando gli interventi sociali. Caruso ha però ricevuto circa il 42% dei voti, mentre la Bass circa il 37. L’ex repubblicano ha quindi trovato appoggio in una città fortemente democratica, nonostante sia noto che si sia unito al Partito Democratico solo poco prima di candidarsi.

Il flop dei procuratori

A San Francisco, si è invece invocato Chesa Boudin, procuratore distrettuale, credendo di segnare una grande vittoria per la sinistra progressista. Boudin, insieme a George Gascon a Los Angeles, sono stati però revocati perché considerati troppo indulgenti. L’elezione di martedì si inserisce infatti in un più ampio contesto di contraccolpi contro i procuratori distrettuali scelti dagli elettori per riformare il sistema giudiziario penale.

Boudin, ex difensore d’ufficio, ha iniziato il suo incarico come massimo procuratore della città nel 2020. La sua priorità era la sicurezza pubblica, dichiarando che a lungo andare sarebbe arrivato a rendere il sistema più equo. Il suo mandato è avvenuto durante le ondate del coronavirus, motivo per cui è difficile condurre un’accurata analisi del suo lavoro. La pandemia ha infatti influenzato il comportamento criminale molto più delle politiche attuate. Per molti il voto è stato la conseguenza di un accumulo di frustrazione da parte dei residenti della città per le difficili condizioni delle strade, per non parlare della vendita di droghe e degli accampamenti per i senzatetto o per la mancanza di cure per chi soffre di malattie mentali.

Nonostante il suo tentativo di difendersi dalle accuse, dichiarando di non essere responsabile delle condizioni in cui riversano le vie della città, ha riconosciuto di essere diventato un veicolo per la loro rabbia. Gli elettori di San Francisco hanno difatti estromesso Boudin dopo due anni e mezzo di carica, accendendo una spia sulla gerarchia democratica della città, che potrebbe essere troppo a sinistra rispetto agli elettori. Ciò è potuto accadere perché quel che conta per gli elettori insoddisfatti sono i risultati, che non ci sono stati. Le persone, sconvolte dalla criminalità, hanno optato per la rimozione di chi non ha attuato alcun cambiamento e agire affinché avvenga.

Il problema della criminalità

Il problema della criminalità è diventato un’arma a doppio taglio per i Democratici: alcuni elettori chiedono un’azione repentina sulle disparità razziali, mentre per altri la priorità è la sicurezza propria e dei loro quartieri. È la testimonianza di come il problema abbia nettamente diviso il partito. Sono quindi cambiati i venti politici? Forse la protesta di sinistra “defund the police”, soprattutto dopo l’omicidio di George Floyd, è diventata uno strumento per i repubblicani e non più una seria proposta politica dei democratici. I progressisti sono quindi stati messi sulla difensiva nel loro stesso partito per le problematiche sopracitate.

Alla Casa Bianca, Biden ha rifiutato la retorica più severa adottata dalla sinistra attivista. “La risposta non è definanziare la polizia”, ha affermato a febbraio. I democratici si sono concentrati sulla sicurezza pubblica e sul controllo delle armi, soprattutto in seguito alle sparatorie di Buffalo e a Uvalde, in Texas. Biden sta insistendo per nuove restrizioni sulle armi e controlli più rigidi, su entrambi gli argomenti gli elettori tendono ad essere allineati con il partito.

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