É iniziata alle 17:15 l’attesa telefonata tra il presidente Usa Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin. Un colloquio che è arrivato in una delle fasi più incandescenti delle tensioni tra Mosca e Kiev, culminata con la fuga dei diplomatici occidentali dall’Ucraina decisa nella mattinata di questo sabato.



Alla vigilia Biden ha dato un valore quasi da ultima spiaggia al colloquio con il suo omologo al Cremlino. Quasi un ultimo tentativo volto ad evitare l’apertura di una guerra aperta alle porte dell’Europa.

Un colloquio nel pieno della tensione

Per non far mancare nulla sul piatto della conversazione tra Putin e Biden, pochi minuti prima dell’avvio della telefonata si è avuta notizia dell’allontanamento di un sottomarino Usa avvenuto in acque territoriali russe. In particolare, il sottomarino è stato rintracciato, così come reso noto dal ministero della Difesa russo, non lontano dall’isola di Urup, nell’arcipelago delle Curili. “Il mezzo – hanno ribadito fonti russe – è stato allontanato con mezzi appropriati”. Subito dopo l’addetto militare Usa è stato convocato dalle autorità di Mosca per spiegazioni. Un fatto avvenuto molto lontano dal mar Nero e dalle zone in questo momento oggetto della massima tensione. Ma che ben può rappresentare l’attuale situazione di crisi latente. In serata poi  il portavoce dell’esercito americano, Kyle Raines, ha smentito categoricamente operazioni delle forze americane nell’acque russe. Un episodio minore, ma che rappresenta il segnale di una tensione crescente.

Prima della conversazione principale tra i due presidenti, tra Washington e Mosca si è avuta un’altra conversazione che ha riguardato i rispettivi rappresentanti diplomatici. Antony Blinken da un lato e Sergej Lavrov dall’altro. Quest’ultimo ha ribadito al suo omologo statunitense, come riportato da fonti della Reuters, che la Russia non ha intenzione di invadere l’Ucraina. Una conversazione “diretta” tra i due durata 35 minuti e che ha aperto la strada al colloquio tra i capi di Stato. Joe Biden ha preso la cornetta dallo studio della residenza di Camp David, mentre Putin ha parlato dalla sua residenza del Cremlino. La conversazione è andata avanti per 62 minuti.

Dai primi dettagli emersi, Biden avrebbe cercato di dissuadere il presidente russo dai piani di attacco. In particolare, il capo della Casa Bianca avrebbe ribadito i costi economici e politici elevati per Mosca se l’escalation non dovesse terminare: “Il Presidente Biden – si legge in una nota diffusa dalla presidenza Usa – ha parlato con il presidente Vladimir Putin per chiarire che se la Russia invaderà l’Ucraina gli Stati Uniti e i nostri alleati imporranno rapidi e pesanti costi alla Russia. Il presidente Biden ha quindi esortato Putin nella risoluzione dell’escalation e nella diplomazia”. Inoltre dalla sua postazione di Camp David il leader Usa ha dichiarato di “essere pronto a ogni eventualità” se la via politica dovesse fallire. Ma, è il riassunto della conversazione reso noto dalla Casa Bianca, dopo un’ora di colloquio non sono emerse novità rilevanti.

Sul fronte del Cremlino invece è stato evidenziato come Putin abbia fatto pressione al suo interlocutore affinché Kiev rispetti gli accordi di Minsk. Un modo quindi per rimarcare la posizione della Russia. Inoltre Mosca ha ancora una volta riferito circa le “provocazioni” generate soprattutto dalla diffusione di notizie su imminenti invasioni. Confermati anche dal Cremlino i riferimenti di Biden alle sanzioni economiche.

La telefonata Putin – Macron

Poco prima di sentire il suo omologo Usa, Putin è stato raggiunto a telefono anche dal collega francese Emmanuel Macron. Si è trattato del secondo confronto in pochi giorni tra i due, il primo è avvenuto giovedì di presenza al Cremlino. Parigi vuole giocare un ruolo importante di mediazione in questa fase così convulsa della tensione con Kiev. Così come riferito da fonti della presidenza russa, Putin e Macron hanno parlato di quelle che il capo del Cremlino ha definito “speculazioni” attorno la vicenda, con riferimento alla diffusione di notizie circa piani d’attacco imminenti contro Kiev e all’invio massiccio di armi avanzate all’Ucraina. Putin, hanno fatto sapere da Mosca, ha parlato anche della “creazione di un pretesto per la potenziale aggressione del Donbass da parte delle forze ucraine”. Dal canto suo il presidente francese ha ribadito la volontà di Parigi e dell’Europa di reagire in caso di invasione russa. Ad ogni modo, ed è forse questa la novità più significativa, l’Eliseo ha riferito di non avere evidenze circa un imminente attacco di Mosca in Ucraina.

La conversazione ha toccato anche i temi riguardanti il nucleare iraniano, con i due leader che hanno convenuto sulla necessità di preservare l’accordo raggiunto nel 2016 con Teheran. Fonti dell’Eliseo hanno poi aggiunto che Macron parlerà di Ucraina anche con il presidente Usa Joe Biden, oltre che con lo stesso leader ucraino Zelensky. Prevista inoltre una conversazione con il cancelliere tedesco Olaf Scholz.



Il pomeriggio di telefonate per Putin era però iniziato ancora prima per via del colloquio tenuto con il presidente bielorusso Alexandar Lukashenko. I due hanno discusso di Ucraina e, in particolar modo, delle risposte date da Usa e Nato alla proposta russa sulle garanzie di sicurezza reciproca in Europa.

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