Come preannunciato, non ci sono state novità sul nome che sarebbe venuto fuori dalle urne russe nella giornata di domenica, era rimasto solo da stabilire con che percentuale Putin si sarebbe riconfermato presidente, per la quarta volta nelle ultime cinque consultazioni. 

La percentuale di preferenze a favore del presidente uscente, dopo circa la metà delle schede scrutinate, si attesta al 74,5%. Il risultato, sebbene preannunciato, è a dir poco sorprendente. Nel 2012, lo stesso Putin, tornato il candidato forte, aveva vinto la contesa godendo di un consenso inferiore di 11 punti percentuali, fermandosi al 63,6%

Medvedev, nel 2008, aveva vinto con il 69%. Nel 2004 sempre Putin si era riconfermato presidente con il 71,9% dei voti, in un periodo in cui il suo consenso si era rivelato massimo, dopo essere uscito vittorioso dalla campagna di lotta al terrorismo, con la sconfitta dell’Emirato del Caucaso e aver fronteggiato al meglio la crisi del teatro Dubrovka

Oggi, ad ingrossare le fila del consenso dei russi verso il loro presidente, vi sono numerosi fattori: primo tra tutti, la questione patriottica e la difesa dei russi etnici fuori confine. Gli osservatori tedeschi presenti in Crimea sono rimasti sorpresi della grande affluenza del popolo della penisola alle urne. 

In generale, l’affluenza degli elettori per questa tornata elettorale è stata pressappoco identica alle passate consultazioni: i dati del quotidiano russo Kommersant parlano del 63,7%, in leggero calo rispetto al 2012, notevolmente ridotta rispetto al 2008, in linea con il 2004. 

Un altro importante dato da analizzare è, naturalmente, la concorrenza: i comunisti, che questa volta sono stati rappresentati dal 58enne Pavel Grudinin, che ha preso il posto di Gennady Zyuganov, fa valere il suo 13,8%, perdendo più di 3 punti percentuali rispetto al 2012, 4 rispetto al 2008, in linea con il 2004. 

Vladimir Zhirinovsky, perpetuo candidato del Partito liberal-democratico LDPR, ha goduto di un consenso pari al 6,4%, in linea con il 6,22% del 2012, in forte calo rispetto al 2008, quando aveva raccolto il 9,35%. Rispetto al 2004, tuttavia, LDPR mantiene un consenso medio discreto, rispetto al 2% conseguito in quelle elezioni. 

L’alternativa giovane è rinunciataria e risicata: Kseniya Sobchak, la candidata 36enne, indipendente e “protiv vseh” (contro tutti – fino al 2004 era prevista la possibilità, sulla scheda elettorale, di votare “contro tutti” i candidati, ndr.), ha raccolto soltanto l’1,42%, contro il 3% previsto. Molto peggio gli altri quattro candidati: nessuno, infatti, riesce a raggiungere l’1%. Neanche Grigory Yavlinski, il candidato del partito socialdemocratico “Yabloko“, capace di percentuali tra il 5 ed il 7,5% durante le elezioni parlamentari, e addirittura vincitore di due terzi dei seggi al comune di Mosca lo scorso anno. 

Il dato è significativo: i russi si fidano ancora di Putin, tanto quanto se ne fidavano già nel 2004. Il parallelo con quelle consultazioni è denotativo di una realtà omogenea circa la direttrice della politica del leader russo. All’ora come oggi, infatti, i russi percepiscono la Russia come un Paese sicuro, il cui Presidente si pone come primo difensore degli interessi del proprio Paese e dei suoi cittadini. 

Non è un caso che, dopo gli attentati dinamitardi di San Pietroburgo dei mesi scorsi, il primo campanello d’allarme per un eventuale calo dei consensi di Vladimir Putin fosse proprio diretto ad un eventuale calo della sicurezza interna, che tuttavia sembra essere scampato come pericolo. 

Anche i giovani sembrano orientati verso la forte personalità del presidente russo. I giovani russi, secondo i recenti sondaggi, si rivelano conservatori e tradizionalisti, con buona pace dei liberali e riformisti che rappresentano soltanto una sparuta frangia di moscoviti e di pietrini, sicuramente più esposti alle influenze europee ed occidentali in generale. 

Il risultato, in generale, non può che confermarsi legittimo ed inconfutabile: nonostante alcuni media occidentali, tra cui il Time ed il Washington Post, segnalino la presenza di brogli, così come riferito da alcuni osservatori internazionali, tutte le testate fanno risultare un largo consenso che non sembra minare la popolarità del presidente Vladimir Putin. Ora si attenderà per 10 giorni l’ufficialità del risultato da parte della Commissione elettorale centrale, dopodiché il presidentissimo potrà riprendere il possesso del suo ufficio fino al 2024

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.