Da circa un anno a questa parte l’Emirato del Qatar è entrato in una spirale di isolamento regionale e internazionale. Le accuse ricevute di supporto al terrorismo islamico, nello specifico all’organizzazione dei Fratelli Musulmani, hanno allontanato il Qatar da quelli che erano un tempo i suoi alleati regionali. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrain hanno chiuso il dialogo e, conseguentemente i rapporti commerciali con l’Emirato qatariota.

Non c’è speranza di riaprire il dialogo con il Qatar

Giusto pochi giorni fa arrivava dal Bahrain la chiusura definitiva a qualsiasi speranze di riapertura tra i Paesi del Golfo. Secondo il Ministro degli Esteri del Baharain “le informazioni in nostro possesso oggi non indicano che vi sia alcun barlume di speranza per una soluzione, poiché la questione non si risolve all’improvviso”. Da parte sua il Qatar si è sempre difeso sostenendo la sua innocenza e negando quindi qualsiasi legame sia con la fratellanza musulmana, sia con l’Iran. Anche l’Emirato sembra però ormai rassegnato a questo nuovo isolamento diplomatico e a pochi giorni dall’ “anniversario” della querelle con i Paesi del Golfo ha deciso di vietare il consumo dei beni provenienti dai Paesi vicini.

Nel frattempo il Qatar ha dovuto poi costruire nuove strade economiche per uscire da questo dannoso isolamento. Tra il 2017 e il 2018 i Paesi di riferimento della penisola arabica sono diventati Kuwait e Oman, mentre se prima la vicinanza con l’Iran era solo un sospetto, quest’isolamento la sta facendo diventare realtà. L’emirato è stato infatti così costretto a guardare verso est e ad aprire le proprie rotte commerciali con Turchia e Iran.

La decisione di aprire alle vendite delle aziende nazionali

Se gli indicatori economici non danno momentaneamente segnali di allarme per l’economia che vanta uno dei redditi pro capiti più alti al mondo, alcune recenti iniziative dell’emirato lascerebbero pensare a una certa preoccupazione per il futuro del Paese. Riporta Bloomberg che “i Ministeri stanno prendendo tutte le misure necessarie per preparare un disegno di legge che permetta agli investitori stranieri di comprare il 100% delle attività in tutti i settori dell’economia”. La notizia è stata confermata dalla Qatar News Agency è sovvertirebbe così quello che era l’attuale ordinamento qatariota in fatto di acquisizioni da parte di investitori stranieri. Il 49% era fino ad ora la quota massimo cui le imprese potevano ambire, previo consenso dell’emirato di Doha.

Un’apertura che apparirebbe forse eccessivamente drastica rispetto a una situazione economica che non appare allarmante. La manovra paventata aumenterebbe sì l’attenzione e l’interesse degli investitori stranieri, ma rischia nel lungo periodo di privare il Paese di importanti settori dell’economia nazionale, petrolio compreso. Forse però è dallo stesso oro nero che si può ottenere una risposta. Come tutti i grandi produttori di greggio al mondo, anche il Qatar ha infatti intenzione di affrancarsi dalla totale dipendenza dall’oro nero, complice l’andamento imprevedibile dei prezzi.

Il Qatar si prepara a convertire l’economia

In un’intervista rilasciata ad agi.it è la stessa sorella dell’emiro del Qatar, Hind al-Thani, ha spiegare apertis verbis che l’emirato vuole convertire la propria economia. “Questo piccolo lembo di terra affacciato sul golfo Persico si sta attrezzando per il futuro, puntando sulla “economia della conoscenza”. Secondo la sorella dell’emiro i due assi della nuova economia qatariota saranno istruzione e innovazione e la Qatar National Library, inaugurata lo scorso novembre rappresenta già un passo in tal senso.

Sembra dunque che l’emirato si apprsti a pagare la propria conversione economica con la vendita delle attuali aziende di Stato, una mossa che ricorda molto da vicino quella fatta dall’Arabia Saudita. Vendita dell’Aramco e avvio di un progetto di riconversione economica per emanciparsi dal petrolio. La penisola arabica sta andando tutta in questa direzione.

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