E così Riad ha ammesso che il giornalista Jamal Khashoggi è morto all’interno del consolato saudita il 2 ottobre scorso. La causa? Una lite in cui il dissidente avrebbe avuto la peggio. Ma allora perché non parlare di raffreddore? È palese, a chiunque voglia vederlo, che la versione di Riad fa acqua da tutte le parti. Per giorni hanno negato che il dissidente fosse stato ucciso nel consolato e ora, a malincuore, ammettono: siamo stati noi. Ma per sbaglio. L’agenzia di Stato Spa ha raccontato così la morte del giornalista: “Le discussioni tra Jamal Khashoggi e le persone che ha incontrato nel consolato del regno a Istanbul sono sfociate in una rissa, che ha portato alla sua morte”. E allora perché occultare il corpo? Perché affermare di non c’entrare nulla in questa vicenda quando la strada che collega il consolato di Istanbul è lastricata di pessime intenzioni?

In queste ore si è registrata l’ennesima notte dei coltelli, dopo quella dello scorso novembre, in salsa saudita. Chi ha avuto fortuna è stato arrestato. Chi invece non l’ha avuta, oppure sapeva di più, ha fatto strani incidenti in auto. Tra le vittime eccellenti delle purghe di Mbs ci sono il capo dei servizi segreti, Ahmad al-Assiri, e il consigliere di Mohammad Bin Salman, Saud al Qahtani. Quest’ultimo aveva un ruolo fondamentale nella politica del principe in quanto aveva il totale controllo dei media.   Secondo lo stesso Khashoggi era lui l’anima nera dell’inquisiziome saudita e la vera mente dietro le purghe di Bin Salman.

Ma ora, non ci sono dubbi, i colpevoli verranno assicurati alla giustizia. Non a caso, e non senza un minimo di vergogna, lo stesso Bin Salman si è messo alla guida di una nuova commissione che avrà lo scopo di riformare l’intelligence saudita e “definire in modo preciso i poteri” dei servizi. 

Trump ha già detto che la versione fornita dai sauditi è “credibile” e così, complici forse anche i 100 milioni versati da Riad proprio il giorno in cui Mike Pompeo sbarcava in terra saudita, si è messa la parola fine alla vicenda di Khashoggi. Ma a che prezzo.

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