È tornato a riunirsi il Consiglio di Cooperazione del Golfo e questa, già di per sé, costituisce una notizia. Il gruppo di cui fanno parte i paesi del Golfo persico, dunque Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Qatar, Oman e Kuwait, è paralizzato da più di due anni per via del forte contrasto tra Riad e Doha. Una situazione innescatasi nel giugno 2017, quando i sauditi hanno imposto l’embargo al Qatar creando uno strappo interno allo stesso Consiglio di Cooperazione fino ad oggi non sanato. Ma adesso, come scritto nei giorni scorsi, tra sauditi e qatarioti starebbe iniziando una fase di disgelo. Da qui i nuovi tentativi per ridare vitalità al gruppo del Golfo.

Il primo ministro del Qatar a Riad

Il consiglio si è tenuto nella giornata di martedì a Riad. A presiedere l’incontro è stato lo stesso sovrano saudita, Re Salman. La riunione alla vigilia era considerata una vera e propria prova del nove per verificare i reali progressi diplomatici tra i due principali contendenti. In particolare, fonti diplomatiche di Doha avevano fatto trapelare nelle scorse settimane la possibile presenza dell’emiro Tamim bin Hamad al Thani a Riad. Una circostanza questa che avrebbe definitivamente tolto ogni dubbio sulla volontà, di parte sia saudita che qatariota, di tornare a percorrere la strada verso il ripristino di normali relazioni diplomatiche.

Alla fine il sovrano del Qatar però non si è presentato, tuttavia non sono mancati altri segnali d’apertura: Doha infatti era rappresentata in casa dei Saud dal capo di governo, ossia dal primo ministro Abdullah bin Nasser Al Thani. È stato lui a guidare la delegazione del Qatar, un’iniziativa non da poco: da quando infatti è iniziato lo scontro diplomatico con i sauditi, da Doha nessun capo di governo si era più recato a Riad. Secondo diversi media arabi, la partecipazione del massimo rappresentante dell’esecutivo qatariota è comunque una notizia non di secondo piano. Dopo il vertice tenuto nella capitale saudita, potrebbero aprirsi ulteriori spiragli circa una definitiva riconciliazione in seno al Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Gli argomenti trattati nel summit

Nella riunione presieduta da Re Salman, sicurezza ed economia hanno rappresentato i temi più importanti posta in cima all’agenda. L’Arabia Saudita, che ha subito nei mesi scorsi un attacco in grado di incidere sulla sua produzione petrolifera (mostrando anche una poco edificante vulnerabilità degli obiettivi più sensibili del regno), ha invitato i partner del golfo a cooperare maggiormente per garantire la sicurezza della regione e la libertà di navigazione marittima.

Punto forse più cruciale ed importante trattato nel corso Consiglio di Cooperazione di Riad, è la ristabilita volontà di arrivare ad un’unità finanziaria e monetaria entro il 2025. In tal senso, Re Salman ha ribadito l’importanza di adeguare le varie legislazioni nazionali per giungere preparati, fra 5 anni, a quello che viene definitivo come il più ambizioso progetto economico della storia della regione.

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