La primavera stenta ad arrivare anche in Gran Bretagna, ma i circa 4mila cittadini russi che ieri si sono recati alle urne per eleggere il presidente della Federazione Russa hanno votato in un clima a dir poco arroventato.

La guerra diplomatica tra Londra e Mosca, che per ora si combatte a colpi di espulsioni, non ha concesso tregue elettorali. Tuttavia, il braccio di ferro sul caso dell’avvelenamento dell’ex colonnello del Gru Sergej Skripal sembra non aver influito sull’affluenza alle urne che è stata più alta del previsto dentro e fuori il territorio russo. Il portavoce della campagna elettorale di Vladimir Putin, Andrei Kondrashov, l’ha definita una reazione agli attacchi delle ultime settimane. Ed in effetti, anche in Gran Bretagna in 3,934 si sono presentati ai seggi aperti a Londra e ad Edimburgo. Un dato che non si discosta particolarmente da quello delle presidenziali del 2012 quando votarono circa 4mila aventi diritto. Le operazioni si sono svolte “senza incidenti”, ha fatto sapere il personale diplomatico all’agenzia di stampa russa Tass, seppur tra imponenti misure di sicurezza. Alla vigilia delle elezioni, infatti, non sono mancati i messaggi contenti “minacce e insulti” fatti recapitare nella sede dell’ambasciata russa nella capitale britannica. A denunciarlo all’emittente Rossija 24 è stato lo stesso ambasciatore russo a Londra, Alexander Yakovenko.

Da Mosca il portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, pretende da Sua Maestà le prove delle accuse mosse alla Russia sul caso Skripal, o in alternativa, le scuse della premier britannica Theresa May. Tertium non datur. Nel frattempo però l’eco della querelle ha oltrepassato la Manica e oggi, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, ha espresso solidarietà al governo inglese. Sul caso “non ci sono altre spiegazioni plausibili oltre a quella della responsabilità della Russia”, ha affermato perentorio. Anche la posizione del governo francese sull’avvelenamento con il gas nervino di Sergej Skripal e di sua figlia Julia ha avuto però un effetto pressoché nullo sull’affluenza alle urne in Francia e nel principato di Monaco dove il numero dei votanti è aumentato rispetto al 2012, con 6,300 cittadini russi che hanno scelto di adempiere ai propri doveri civici. Alte le misure di sicurezza anche a Parigi dove hanno votato la figlia di Aleksander Solzhenitsin, Natalija e l’attore Gerard Depardieu, che ha in tasca il passaporto russo dal gennaio 2013.

Sarebbero in tutto 400mila i russi che hanno votato all’esteroin questa tornata elettorale. Affluenza record in Belgio dove si è recato alle urne il 50% in più degli elettori rispetto al 2012. La stragrande maggioranza ha votato per Vladimir Putin, seguito a distanza siderale da Ksenia Sobchak e Pavel Grudinin. Un vero e proprio plebiscito per Putin si è registrato anche in Slovenia, dove il 71.1% ha scelto di riconfermare il presidente uscente alla guida del Cremlino.

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