Il nuovo sistema di gestione dello stato è stato testato per la prima volta durante l’esercitazione Kavkaz-2016: in caso di guerra sarà il comando militare a guidare direttamente la Federazione Russa assumendo il controllo della polizia, delle forze sicurezza e di emergenza del Paese.LEGGI ANCHE: Sale la tensione tra Russia e FranciaIn caso di conflitto, tutti i poteri amministrativi passerebbero ai militari che emetterebbero comandi diretti alle autorità regionali ed alla Guardia Nazionale. Alla Kavkaz-2016, annunciata lo scorso dicembre, hanno preso parte più di 120.000 persone, tra militari e civili. Coinvolti i cinque distretti militari del Paese così come anche i ministeri e gli specialisti della Banca Centrale della Russia.Tra gli obiettivi delle manovre, la prontezza operativa dei reparti qualora si verificassero scenari ostili su larga scala. L’esercito russo effettua esercitazioni strategiche a cadenza annuale, mentre dal 2013 ha reintrodotto i controlli di prontezza operativa dei reparti combattenti. Le ultime manovre strategiche Zapad 2013, Vostok-2014, Tsentr-2015 e Kavkaz-2016 si sono svolte in diverse regioni.La rotazione di tali esercitazioni dimostra che il Cremlino ipotizza possibili conflitti strategici da qualsiasi direzione. Kavkaz-2016 ha testato per la prima volta la nuova struttura di comando militare, stilata nel Piano della Difesa russo 2016-2020, emanato con decreto presidenziale il 18 novembre dello scorso anno.Nel documento strategico, Putin ha ordinato ai misteri di allestire i documenti necessari per l’attuazione del Piano di Difesa stilando 19 direttive “volte a creare le condizioni per rispondere ad un’aggressione contro la Federazione Russa”.LEGGI ANCHE: La Russia è tornata una superpotenzaLe manovre hanno testato l’interazione tra militari ed autorità locali. Se scoppiasse una guerra, secondo quanto previsto nella precedente dottrina di riferimento, ad ogni governo regionale verrebbe concessa piena autonomia. Il Ministero della Difesa russo avrebbe avuto un ruolo di consulenza. Il nuovo piano strategico conferisce pieni poteri ai distretti militari del Ministero della Difesa. Il nuovo sistema di controllo è progettato per assicurare il mantenimento del regime marziale, la mobilitazione ininterrotta dei cittadini verso le imprese e le fabbriche, così come la difesa del territorio.In caso di guerra, ciascun distretto militare sarà gestito da due organi: il Comando Operativo Strategico ed il Distretto Militare di Guerra. Al primo è affidato il coordinamento delle forze operative dell’esercito. Il distretto militare di guerra manterrà la legge marziale, garantirà la mobilitazione e l’organizzazione della difesa territoriale.LEGGI ANCHE: Clinton prepara la guerra a Russia e CinaTra le misure previste, la mobilitazione ed il reclutamento dei cittadini nella riserva, rafforzamento della tutela dell’ordine pubblico, l’introduzione di speciali strutture sociali, industriali e di trasporto. In caso di guerra, è sospesa l’attività politica dei partiti e tutte le manifestazioni di massa. Tutti i ministeri così come il servizio di sicurezza federale, i governatori locali e federali, qualora scoppiasse un conflitto su larga scala passerebbero alle dirette dipendenze del Ministero della Difesa. Secondo il piano strategico, tali misure sono necessarie per facilitare la gestione del paese durante la mobilitazione delle forze di sicurezza.cristiani_sotto_tiroAll’inizio del mese, la Russia ha condotto un’esercitazione di protezione civile che ha coinvolto 40 milioni di persone, 200.000 soccorritori e 50.000 mezzi. Secondo il Ministero delle Emergenze, le manovre hanno testato il coordinamento tra le autorità federali, regionali e locali, la fattibilità dei piani di emergenza, lo stato delle infrastrutture della protezione civile e le scorte dei viveri disponibili. L’ultima esercitazione di protezione civile si è svolta nel 2013: in quel frangente ad essere coinvolti furono 60 milioni di persone.

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