La controinchiesta del Procuratore speciale John Durham sulle origini del Russiagate e sul presunto tentativo di fabbricare false prove ai danni dell’ex Presidente Donald Trump per determinare una collusione con il Cremlino – smentita dall’inchiesta di Robert Mueller – arriva al cuore della Campagna di Hillary Clinton. Secondo un carteggio scovato dal Procuratore e reso noto da Fox News, gli avvocati sul libro paga di Hillary Clinton avrebbero ingaggiato una società hi-tech per “infiltrarsi” nei server appartenenti alla Trump Tower prima, e alla Casa Bianca poi, al fine di stabilire un falso collegamento fra lo stesso Donald Trump e la Russia. Durham ha presentato una mozione l’11 febbraio incentrata su potenziali conflitti di interesse relativi all’avvocato Michael Sussmann, al tempo avvocato di Clinton, accusato di aver rilasciato una falsa dichiarazione a un agente federale. Secondo quanto scoperto dal Procuratore speciale, Sussmann avrebbe “raccolto e trasmesso le accuse all’Fbi per conto di almeno due clienti specifici, tra cui un dirigente hi-tech di una società con sede negli Stati Uniti e la Campagna Clinton”.

Dati raccolti per infangare Trump e stabilire un’accusa di falsa collusione con la Russia

Secondo il documento depositato da Durham, i “documenti di fatturazione riflettono” che Sussmann “ha lavorato ripetutamente per la campagna Clinton”. Nella documentazione depositata l’11 febbraio, si evince inoltre che l’avvocato e un rappresentante della Tech Executive si erano incontrati con un altro partner legale, che prestava servizio come General Counsel per la campagna di Clinton. Fonti hanno confermato a Fox News che si tratterebbe dell’avvocato Marc Elias, che ha lavorato presso lo studio legale Perkins Coie, legato ai Clinton. Tech Executive-1 avrebbe incaricato dei ricercatori per estrarre dati al fine di per stabilire una “narrativa” che legasse l’allora candidato Trump alla Russia, afferma Durham. La raccolti dati di Tech Executive-1 su Donald Trump sarebbe iniziati addirittura nel 2014, durante l’amministrazione Obama, e anni prima che Trump entrasse in carica.

Chi è l’avvocato di Clinton nel mirino del Procuratore speciale

Come riportato già da InsideOver, Sussmann è un avvocato di Washington, Dc che ha lavorato con il suo studio per la campagna presidenziale della candidata dem Hillary Clinton. Sussmann ha mentito circa i rapporti con la sua illustre cliente all’agente federale James Baker mentre raccontava all’Fbi di presunte prove digitali che avrebbero collegato i computer della Trump Tower alla banca russa Alfa. Sussmann, che ha conseguito la laurea in legge presso la Brooklyn Law School e la laurea presso la Rutgers University, è entrato a far parte del comitato consultivo per la sicurezza informatica del Comitato nazionale democratico sin dal suo inizio nell’agosto 2016, mesi prima delle elezioni presidenziali di quell’anno. Secondo l’accusa, il mese successivo chiese un incontro con l’FBI per informare il Bureau dei presunti rapporto fra il tycoon e il Cremlino. In precedenza Sussmann era stato accusato dall’ex consulente di Trump, Carter Page, di aver diffuso le false informazioni contenute nel dossier Steele.

Secondo RealClearInvestigations, l’avvocato avrebbe un ruolo centrale in questa vicenda. Come spiega Aaron Mate, infatti, l’incriminazione di Michael Sussmann con l’accusa di aver mentito all’Fbi “getta nuova luce sul ruolo fondamentale degli agenti democratici nell’affare Russiagate”. Sussmann e il suo collega Perkins Coie, Marc Elias, il principale consigliere per la campagna di Clinton del 2016, hanno infatti “sollecitato e diffuso disinformazioni” circa i rapporti fra Trump e Mosca. Non solo. Nell’aprile 2016, l’avvocato dei Clinton assunse CrowdStrike, la società di sicurezza informatica che ha innescato pubblicamente la saga del Russiagate sostenendo la tesi – mai provata – che la Russia fosse dietro l’hacking delle e-mail del Comitato nazionale democratico rilasciate da WikiLeaks.

Ecco cosa ha scoperto John Durham ad oggi

Prima di Sussmann, Durham ha ottenuto una dichiarazione di colpevolezza da un avvocato dell’Fbi, Kevin Clinesmith, per aver mentito alla corte Fisa e aver inviato un’e-mail modificata al fine spiare l’ex funzionario della campagna di Trump, Carter Page. Quest’ultimo fu accusato di essere l’uomo dell’entourage di Donald Trump più vicino al Cremlino e di aver incontrato, fra gli altri, Igor Sechin, amico di Putin, guida della petrolifera statale Rosneft, e Igor Diveykin, altro oligarca vicino al leader del Cremlino. Page, che fu dunque spiato in maniera illegittima dalle agenzie americane, fu “scagionato” dal Procuratore speciale Robert Mueller, il quale osservò nel suo rapporto che “non era in contatto con il governo russo nei suoi sforzi di interferire nelle elezioni presidenziali del 2016”.

Lo scorso 4 novembre Durham, ha incriminato Igor Danchenko, analista russo che vive negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dall’Economist, Danchenko avrebbe consapevolmente mentito all’Fbi circa le informazioni che ha passato all’ex spia britannica Christopher Steele, autore del famoso dossier sui presunti rapporti tra Trump e il Cremlino: dossier che poi si è rivelato essere completamente infondato. Sempre secondo l’accusa, l’analista russo incriminato da Durham – uscito su cauzione – avrebbe inventato le informazioni che ha fornito o ottenuto parti di esse da una persona molto vicina ai Clinton, Charles Dolan Jr.

È di nuovo scontro fra Trump e Clinton

Mentre monta negli Usa una polemica sulla presunta “politicizzazione” dell’indagine, l’ex Presidente Donald Trump ha commentato le recenti di attività di Durham spiegando che il consigliere speciale avrebbe “completamente esposto” l’indagine sulla collusione russa durante un’intervista rilasciata a Epoch Times, definendo il lavoro di Durham “uno dei lavori più importanti in America”. Trump ha affermato di credere nelle indagini di Durham e ha definito l’indagine di collusione contro di lui il “crimine del secolo”. Dal canto suo, Hillary Clinton ha osservato su Twitter che “Trump & Fox News stanno disperatamente inventando un falso scandalo per distrarre da quelli veri”.

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