Nella varie componenti di spesa di un ministero, una parte speciale è riservata alle consulenze esterne, necessarie allo svolgimento delle funzioni per poter contare sul supporto di personale formato ed istruito. Certi dicasteri in particolare necessitano di un numero più elevato di consulenze: si pensi al ministero dell’Economia, al ministero dei Trasporti ed al ministero dell’Ambiente, che per natura stessa dei loro ruoli hanno bisogno di moltissimi studi e relazioni, nonché differenti punti di vista.

È possibile dunque che in tutto il 2019 il ministero tedesco per l’Ambiente abbia speso solamente 81mila euro per le consulenze esterne, affidando tutti i restanti svolgimenti dei compiti a membri interni dell’esecutivo? La risposta è no. Un caso speculare è stato inoltre riscontrato anche nel ministero della Difesa, altro apparato governativo che necessita generalmente di un elevatissimo numero di consulenze esterne. Ed è per questo che adesso si accendono i riflettori sulle spese.

La lettura dei dati

Secondo quanto riportato dalla tedesca Spiegel, l’esecutivo ha assicurato come alla base del fraintendimento ci sarebbe un’interpretazione errata dei dati. I compensi destinati alle consulenze esterne non rientrerebbero infatti nelle spese accessorie dei ministeri, bensì nella componente di spesa per i salari, essendo assimilabili ai compensi dei dipendenti dei vari apparati del governo federale tedesco. Ci sarebbe da domandarsi a che cosa possa servire la voce apposita all’interno del modello relativo alle spese sostenute.

Come mai allora qualcuno di questi compensi è stato comunque incluso nelle spese accessorie? Dopo la denuncia della rappresentante del partito dei Verdi, Sven-Christian Kindler, qualcosa ha iniziato a muoversi. L’esecutivo presenterà una nuova stima dei dati, benché nella maggioranza di governo non ci siano grandi preoccupazioni a riguardo.

I ministeri hanno bisogno delle consulenza

La questione dei contratti esterni che vengono mascherati come spese interne non assume una grande rilevanza dal punto di vista economico, limitandosi ad una semplice nominalizzazione delle spese. Tuttavia, assume rilievo nell’evidenziare un grosso problema che attanaglia la politica tedesca: scarsa competenza nelle posizioni che si vanno ad occupare, che conducono alla necessità di affidarsi agli esterni per lo svolgimento delle mansioni. Ovviamente, per non rendere la questione plateale, si cerca di mascherare la spesa attribuendola a costi interni, per non far passare l’idea che la gestione sia quasi totalmente nelle mani di persone nominate all’esterno del ministero.

La prima volta nel quale questo scandalo venne galla fu il 2014, con il ministero della Difesa al tempo affidato all’attuale presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che dichiarò spese per oltre 100milioni di euro, in molti casi valutate come non regolari da una attenta analisi successiva. Scandalo che, comunque, non ha pesato nella carriera politica dell’esponente del partito tedesco del Cdu, arrivata sino alla nomina in Unione europea.

Una questione quella relativa ai costi in consulenze esterne che da anna attanaglia la politica dei governi. La causa è da ricercarsi anche nella formazione dell’esecutivo tedesco, basato sulle larghe intese. Per dare a tutti i partiti un ruolo di comando, spesso i ruoli non finiscono nelle mani di persone più adatte allo svolgimento delle mansioni e che, di conseguenza, devono delegare il lavoro a personale esterno. Aumentando così i costi della politica.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.