Angela Merkel vuole un’altra corona. Se ormai da anni la cancelliera tedesca è assurta al ruolo di guida di un’Europa che guarda a Berlino, in previsionedelle elezioni politiche federali del prossimo settembre frau Merkel gioca una nuova carta: quella di presentarsi come la leader di un Occidente alternativo sia agli Usa di Donald Trump sia alla Russia di Vladimir Putin.Un blocco rinsaldato dalla vittoria di Emmanuel Macron nelle presidenziali francesi dello scorso 7 maggio e rinforzato dall’adesione di alleati di peso come il Canada di Justin Trudeau.Dopo il G7 di Taormina, la cancelliera è rientata in patria e non ha perso tempo ad attaccare l’amministrazione Usa, apertamente giudicata inaffidabile. Il riferimento era alla decisione di Trump di ritirare gli States dagli accordi sul clima di Parigi, ma lo sfondo del dibattito è più ampio.Secondo una lunga analisi pubblicata dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, il discorso della rottura con the Donald segna il passaggio a un’altra linea politica, più eurocentrica. Addio asse Bruxelles-Berlino-Washington. L’Europa farà squadra a sé.Secondo il quotidiano di Francoforte, i tedeschi chiedono un’integrazione europea più rapida e penetrante per la prima volta dalla caduta del Muro di Berlino. Con il nuovo governo statunitense meno interessato al dialogo col vecchio Continente, per la Ue ci sarebbe dunque una sola alternativa: serrare i ranghi e convincersi del motto per cui l’unione fa la forza.La cancelliera si fa forte di un sondaggio pubblicato da Allensbach secondo cui i tedeschi sarebbero consapevoli come non mai dai benefici portati dalla Ue. Un primo passo nella direzione di un’integrazione più stretta è già stato segnato dall’inaugurazione a Bruxelles di un centro di comando comunitario per le operazioni militari, salutata con favore anche dai Paesi dell’Europa dell’Est, preoccupati per il disimpegno Usa e pronti a rifugiarsi fra le braccia della Merkel.L’altra grande partita da giocare, sottolinea la Faz, riguarda l’economia. Il nuovo governo di Macron chiede l’istituzione di un bilancio comune con un unico ministro delle Finanze e già si parla dell’ipotesi di una tassazione comunitaria delle transazioni finanziarie. I contorni di entrambe le operazioni sono ancora tutti da definire, ma il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire e il suo omologo tedesco, Wolfgang Schaeuble, hanno concordato l’istituzione di un gruppo di lavoro per produrre nei prossimi mesi proposte di riforma della zona euro.A questo proposito la cancelliera si è detta disponibile alla modifica dei trattati, sapendo di raccogliere l’appoggio di molti altri Paesi, a partire da Spagna e Francia. Non è un caso infatti che la prima visita all’estero di Emmanuel Macron dopo l’elezione sia stata proprio in Germania.Dove anche il più europeista degli europeisti ha ormai capito che giace il vero cuore del potere continentale.

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