Il leader della rivoluzione islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, davanti a una folla di migliaia di persone giunte a Teheran per la preghiera del venerdì alla Grande Moschea dell’Imam Khomeini, è tornato ad attaccare gli Stati Uniti e i paesi europei: “Hanno assassinato di soppiatto e codardamente il generale Soleimani in un’azione terroristica. Una vergogna per l’America” ha detto la Guida Suprema iraniana, sottolineando che il presidente americano, Donald Trump è un “clown” che finge di sostenere il popolo iraniano. L’ultima volta che Khamenei ha celebrato le preghiere del venerdì nella moschea Moschea di Teheran è stato nel febbraio 2012, in occasione del 33esimo anniversario della rivoluzione islamica. Rispetto all’attacco iraniano contro le basi Usa, la Guida Suprema ha osservato: “Il fatto che l’Iran abbia il potere di dare un tale schiaffo a una potenza mondiale mostra la mano di Dio”.

Khamenei ha poi preso di mira i Paesi europei: “Francia, Gran Bretagna e Germania – ha detto -fanno gli interessi degli Stati Uniti”. Paesi che il leader della rivoluzione islamica ha definito “burattini” nelle mani di Washington, contestando posizione di Londra, Berlino e Parigi rispetto all’accordo sul programma nucleare iraniano, come riporta l’agenzia stampa Adnkronos. “La nostra nazione deve essere forte”, ha ricordato Khamenei, ricordando che a proposito dell’accordo sul nucleare “noi non siamo contrari ai negoziati, a patto che non siano con gli Stati Uniti”. Inoltre, “la nostra economia non deve dipendere dal petrolio”. Nei giorni scorsi, Gran Bretagna, Francia e Germania hanno annunciato di voler lanciare il meccanismo di risoluzione delle dispute, come previsto dall’accordo sul nucleare iraniano del 2015, per contestare alla Repubblica islamica le violazioni della stessa intesa sul Jcpoa”.

Rispetto all’abbattimento dell’aereo Boeing 737 ucrainoKhamenei lo ha definito “un incidente tragico e molto triste”. “I nostri nemici – ha aggiunto – sono stati contenti dell’abbattimento dell’aereo perché vogliono ritenere responsabile la Repubblica islamica e i Guardiani della Rivoluzione”. Secondo l’Ayatollah iraniano “alcuni stanno traendo vantaggio dall’incidente dell’aereo ucraino cercando di oscurare la memoria dei martiri Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis”. Nell’esprimere vicinanza e cordoglio ai parenti delle 176 persone che hanno perso la vita, Khamenei ha spiegato che “è necessario rispondere alle famiglie delle vittime. Voglio anche lodarle per non stare dalla parte del nemico. Una madre mi ha scritto per dirmi di essere con la Rivoluzione islamica”.

Il sermone è particolarmente importante e arriva in un momento estremamente delicato per l’Iran. Il governo appare indebolito dopo le proteste per l’errore che che portato al disastro dell’Ukraine Airlines. La morte di centinaia di persone, tra cui decine di iraniani, ha fatto scattare l’ira degli oppositori della Repubblica islamica, che, con lo strangolamento delle sanzioni imposte dagli Usa, ora chiedono un cambio di passo. Un cambiamento che però a Teheran, in vista delle elezioni, non sembra essere propriamente all’ordine del giorno. L’annuncio del nuovo arricchimento dell’uranio va nella direzione opposta rispetto a quanto richiesto dai manifestanti ma blinda la posizione dell’Iran nel mondo.

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