Il Covid19 ha debilitato Emmanuel Macron dal punto di vista fisico, ma non ha placato il suo noto stakanovismo. Il presidente francese, messo davanti alla prospettiva del riposo totale, ha preferito portare avanti la propria agenda estera da remoto. L’ultima iniziativa dell’inquilino dell’Eliseo è stata una telefonata con l’omologo russo, Vladimir Putin, avente come oggetto principale la stabilizzazione di Donbass e Nagorno Karabakh per mezzo di un maggiore coordinamento bilaterale.

Le mire di Macron: Nagorno Karabakh e Donbass

Il dialogo tra Eliseo e Cremlino è ad alta frequenza: il 22 dicembre è avvenuta la seconda telefonata tra Macron e Putin in poco più di un mese. La prima era avvenuta il 16 novembre, con focus primario la situazione nel Nagorno Karabakh. I due presidenti “hanno confermato la disponibilità reciproca ad un ulteriore coordinamento […] in particolare, all’interno del Gruppo di Minsk” per migliorare il clima nella regione contesa fra Armenia e Azerbaigian.

La Francia, consapevole di essere un attore marginale all’interno del processo di pace, ha limitato le richieste di una maggiore esposizione al settore umanitario, enfatizzando il ruolo che potrebbe giocare nella ricostruzione delle infrastrutture, nell’invio di aiuti umanitari e nella preservazione dei siti di interesse culturale e religioso.

Il secondo argomento principale è stato il Donbass, ovvero il processo di pace in Ucraina attraverso il rispetto degli accordi di Minsk e la continuazione del dialogo nel quadro del formato Normandia. Macron ha sottolineato come la negoziazione sia l’unico strumento in grado di condurre alla risoluzione del conflitto, mentre Putin ha spiegato alla controparte che le trattative dovrebbero spingere Kiev ad accettare “la legalizzazione dello statuto speciale per il Donbass e la conservazione della formula Steinmeier nella legislazione nazionale”.

Maggiore cooperazione in altri settori

Guerre a parte, perché i due presidenti hanno discusso anche degli ultimi sviluppi in Siria e Libia, spazio considerevole è stato dedicato all’ampliamento e all’espansione della cooperazione bilaterale in settori di importanza critica per la sicurezza nazionale dei due Paesi, come ad esempio la sanità. Il servizio di stampa del Cremlino, a quest’ultimo proposito, ha confermato che “l’intenzione è lo sviluppo di contatti tra le organizzazioni rilevanti dei due Paesi su argomenti come la produzione del vaccino e la sua inoculazione di massa”.

Infine, postrema autem non minimus, Macron e Putin hanno reiterato la condivisione di una visione comune per quanto riguarda l’Iran, auspicando ad un maggiore “sforzo collettivo diretto alla preservazione del Piano d’azione congiunto globale [ndr. accordo sul nucleare]”.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.