Uno dei tanti paradossi della guerra in Siria è che, nonostante i raid occidentali, tutti si ostinano a dire di non aver dichiarato guerra. Sembra assurdo, ma anche dopo l’attacco compiuto nella notte tra venerdì e sabato, tutte le forze della coalizione occidentale si ostinano a dire di non essere in guerra con Damasco. 

Emmanuel Macron, svestita la tuta mimetica per rimettersi gli abiti borghesi, ha dichiarato a Bfmtv“La Francia ed i suoi alleati non hanno dichiarato guerra al regime di Bashar Assad”. E ha aggiunto: “Ci siamo messi in azione perché il diritto internazionale, le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza non rimangano senza effetto”. Gli ha fatto eco il ministro della Difesa del Regno Unito, Boris Johnson: “Non si è trattato di tentare di invertire il corso della guerra in Siria o di avere un cambio di regime o di liberarsi di Bashar al Assad”. In sostanza un attacco al solo scopo di colpire tre basi.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, stessa questione. Nessuno voleva colpire la Siria né il suo governo né scatenare una guerra. A detta dell’amministrazione americana, si volevano soltanto colpire soltanto i siti dove si riteneva che fossero prodotti o sperimentati i presunti gas dell’arsenale chimico siriano. La stessa Casa Bianca, in queste ore, ha detto: “Siamo determinati a sradicare completamente l’Isis e a creare le condizioni che ne impediscano il ritorno”. E la portavoce della presidenza ha dichiarato di aspettarsi “dai nostri alleati regionali e dai nostri partner che si assumano maggiori responsabilità, tanto sul piano militare che su quello finanziario, per stabilizzare la regione”.

Insomma, tutti hanno bombardato la Siria, ma nessuno vuole davvero una guerra. Un curioso paradosso che però nasconde una grande verità: e cioè che la guerra alla Siria nessuno l’ha mai dichiarata. E proprio coloro che hanno colpito in queste ore per imporre il rispetto del diritto internazionale, sono gli stessi che, in fondo, non lo stanno rispettando. E che non rispettano neanche il loro stesso diritto interno.

Nessuno dei governi coinvolti nei raid in Siria ha ricevuto mandato da parte delle Nazioni unite per colpire la Siria. Né per far rispettare le risoluzioni Onu, come invece hanno suggerito i governi di Francia, Gran Bretagna e Regno Unito. E nessuno di questi governi ha lanciato i bombardamenti contro le postazioni siriane con un’autorizzazione del proprio parlamento. Un problema, questo del mancato passaggio in parlamento, che è particolarmente sentito nel Regno Unito, dove l’opposizione laburista ha fortemente criticato la scelta di Theresa May per aver lanciato l’attacco.

La realtà è che tutti parlano di guerra, ma nessuno è veramente intenzionato a farla in modo legittimo. Perché dichiarare guerra è un vincolo che le potenze non possono permettersi. Implica vincoli giuridici e anche conseguenze sul piano politico che l’uso della forza in via unilaterale non comporta. Però impone una riflessione. Chi crede di poter bombardare senza alcun potere legittimo, può dire di farlo per tutelare il diritto internazionale?

La risposta, evidentemente, è insita nella domanda. Ed è no, non può farlo. Se, come giusto che sia, si ritiene violato il diritto internazionale, lo stesso diritto internazionale ha in sé gli strumenti più o meno coercitivi per riparare le le sue violazioni. Se così non è, siamo di fronte ad atti di violazione della sovranità di uno Stato senza alcuna autorizzazione e possibilità di controllo. Né da parte delle organizzazioni internazionali, né da parte dei parlamenti eletti regolarmente. Gli Usa, vale la pena ricordarlo, operano in Siria autorizzati da una legge che prevede la possibilità di colpire il terrorismo islamico ovunque. Terrorismo islamico che, però, non sembra essere l’obiettivo dei suoi Tomahawk.

Siamo di fronte a una guerra globale senza bisogno di alcuna formalità? Sì. Però il gioco è pericoloso. Perché mentre le forze occidentali colpiscono senza dichiarare guerra, i Paesi coinvolti potrebbero, attraverso i loro governi, considerarla una dichiarazione ufficiale di guerra. E cambiare radicalmente le loro posizioni sul terreno. 

Ad oggi, l’esercito siriano non ha colpito le forze statunitensi presenti sul suo territorio. Ma gli Stati Uniti hanno bombardato il territorio siriano e le basi del suo esercito, provocando vittime. Bashar al Assad non ha la forza per colpire le truppe Usa: ma quanto può durare questa guerra infinita e mai dichiarata?

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