Joseph Mifsud, il docente maltese al centro dello Spygate e della contro-inchiesta del procuratore americano John Durham, era in Italia fino a marzo 2018, a Roma, in un bell’appartamento ai Parioli. Lo rivela in un’intervista concessa al settimanale Panorama una fonte anonima che sostiene di essere un amico intimo del professore scomparso. “Joe ha un bell’appartamento ai Parioli, l’ho visto là l’ultima volta. Era marzo 2018”, spiega la fonte. “Che [Joseph Mifsud] sia scomparso nel 2017 l’ho letto sui giornali. Io l’ho rivisto l’ultima volta ai Parioli, vicino a Piazza Euclide, dove Joe aveva un bell’appartamento. All’epoca di certo non si nascondeva”. Questa versione conferma l’inchiesta del Foglio dello scorso 26 ottobre, che spiegava come il docente si fosse nascosto proprio ai Parioli (anche se in via Cimarosa e non vicino a Piazza Euclide).

L’amico dell’enigmatico docente racconta di averlo incontrato “a una cena a casa sua, durante la quale si è lamentato tutta la sera del fatto che qualcuno gli stava col fiato sul collo e che a breve avrebbe avuto delle grane molto serie. Ho colto tutta la sua preoccupazione. Ma non sembrava sul punto di scomparire”. La stessa fonte spiega a Panorama che Joseph Mifsud “potrebbe essere ancora a Roma” o in “Svizzera. Il suo avvocato e amico di Zurigo è una persona molto facoltosa, si sarà rivolto a lui per avere una mano quando è scoppiato il caos nella sua vita. Non credo abbia avuto problemi a sparire, quando l’aria si è fatta pesante. Lui peraltro ha una figlia, che oggi si dovrebbe trovare in Gran Bretagna, anche se non penso che gli inglesi lo avrebbero accolto a braccia aperte, se avesse deciso di rifugiarsi lì”. Di certo, osserva, “non credo che lo abbiano nascosto i servizi segreti, questo mi parrebbe molto strano”.

“Preferiva inventare una valanga di bugie”

La stessa fonte fornisce alcuni dettagli sulla vita privata di Mifsud. “Aveva uno stile elevato, e non disdegnava le occasioni per fare soldi. Si mostrava più ricco di quel che era ma questo, penso, fosse dovuto alla sua posizione. Si faceva rimborsare sempre tutto”. Le sue passioni? “Le donne, il buon cibo, i vestiti eleganti e costosi. Era un vanitoso e un appassionato di calcio”. L’amico del professore confessa inoltre che Mifsud “si schermava subito se gli si facevano domande alle quali non intendeva rispondere, e si trovava spessissimo in situazioni in cui a quel punto preferiva inventare una valanga di bugie”. Forse, spiega, “è stato questo suo atteggiamento a provocare il caso internazionale. La mia opinione è che sia stato incastrato proprio perché si comportava così”.

Secondo la ricostruzione ufficiale, il docente affermò in un incontro dell’aprile 2016 a George Papadopoulos, consigliere della campagna di Trump, di aver appreso che il governo russo era in possesso di “materiale compromettente” (dirt) su Hillary Clinton “in forma di e-mail”. A quel punto l’ex consulente del presidente avrebbe ripetuto tali informazioni all’alto Commissario australiano a Londra, Alexander Downer, che a sua volte riferì tutto alle autorità americane. Da qui, il 31 luglio 2016, partirono le indagini dell’Fbi sui presunti collegamenti fra Trump e la Russia, accuse che in seguito si sono dimostrate inconsistenti.

Tra Roma e le Marche, le tappe di Mifsud

La versione dell’avvocato svizzero Stephan Roh sulla sparizione di Joseph Mifsud, il docente maltese al centro del Russiagate e dell’intrigro internazionale ai danni della Campagna di Donald Trump che coinvolge anche l’Italia, ha trovato conferme. “I miei amici e colleghi a Roma hanno deciso di suggerirmi di lasciare immediatamente Roma e trovare un posto, hanno offerto un luogo fuori mano dove potessi stare” riportava la trascrizione della deposizione del professore consegnata al procuratore John Durham che indaga sulle origini del Russiagate e riportata dall’Adnkronos. Il posto “fuori mano” di cui parla Mifsud nel nastro, sostiene Roh, sarebbe una casa in un paese delle Marche, Matelica, nella quale il professore maltese si nascose o “venne fatto nascondere” a partire dal 31 ottobre del 2017.

La Verità è andata a fondo dell’intrigo e ha scoperto che il docente maltese è stato ospite nella dimora di Alessandro Zampini, medico chirurgo specializzato in odontostomatatologia, che si trova a 6 chilometri da Matelica, a Esanatoglia, paesino di appena 1945 in provincia di Macerata, uno dei borghi più belli d’Italia. Zampini non sarebbe, secondo quanto ricostruito dalla Verità, un “amico” di Vanna Fadini ma il suo compagno. Il dentista abita a Roma ma torna spesso nella piccola borgata marchigiana, dove vive sua madre Luciana. Il nome di Alessandro Zampini, fino a qualche tempo fa, figurava peraltro anche tra i membri del cda della Link Campus. Dopo essere stato ospite nelle Marche, il professore avrebbe girovagato per tutto il centro Italia. Da cosa scappa il docente maltese e perché continua a nascondersi? Forse lo scopriremo presto.

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