Il Covid-19, ma soprattutto le tensioni sociali e le violente proteste antirazziste di queste ultime settimane, oltre alle incertezze economiche: negli Usa è in corso un vero e proprio “esodo” dalle città e dai grandi centri urbani verso le campagne. Gli statunitensi sono in cerca di una vita più serena, oltre che meno costosa, e chi può fa le valigie e si dirige verso le località rurali. Come spiega The Hill, questa tendenza è accelerata dalla tecnologia che dall’inizio della pandemia consente a molti di lavorare da remoto. Cittadini di tutte le età e di varia estrazione sociale si stanno spostando in numero record nelle piccole città, lontani dal caos. E no, non è colpa del Presidente Donald Trump, il perfetto capro espiatorio della sinistra Usa: come riporta The Hill, infatti, una tempesta perfetta di più fattori rende la decisione di lasciare le città principali del Paese come New York quasi obbligata. “La mancanza di un’adeguata pianificazione del governo locale ha portato il coronavirus a diffondersi cinque volte più rapidamente a New York rispetto al resto del Paese” scrive la testata americana.

Nella contea di Ulster, che confina a nord-ovest con la contea di Delaware, a nord con la contea di Greene nonché con la contea di Columbia e di Dutchess, gli abitanti sono quasi raddoppiati rispetto al 2016, con un boom di case vendute a marzo e ad aprile. Alcune persone alloggiano nelle loro case vacanza, ma i dati suggeriscono che molti hanno l’intenzione di abbandonare New York per sempre.

New York e le grandi città si spopolano

Si stima che circa un quarto di milione di residenti a New York si trasferiranno all’interno dei confini statali, mentre altri 2 milioni potrebbero trasferirsi definitivamente fuori dallo stato di New York. Più di 16.000 residenti si sono già trasferiti nella periferia del Connecticut. Le prime stime dicono che la città che non dorme mai sta anche perdendo un numero significativo di cittadini che si stanno trasferendo nelle aree rurali del New England e della Florida. Ma è una tendenza generale, che non riguarda solamente la Grande Mela. Oltre il 40 percento degli abitanti delle città ha cercato online case vendite. Redfin – nota agenzia di mediazione immobiliare con sede a Seattle – riferisce che oltre un quarto delle ricerche sul suo sito Web sono state fatte da persone che vivono a Seattle e San Francisco. Naturalmente, questo incide moltissimo sui prezzi degli immobili: se a San Francisco i prezzi delle case sono scesi di oltre il 50%, la domanda nelle aree rurali è aumentata in maniera vertiginosa, e i prezzi sono aumentati di quasi il 10%.

The Hill spiega inoltre che c’è stato un forte aumento di interesse nel trasferirsi nel Montana, e che la maggior parte delle richieste arriva dalla “progressista” California, uno dei luoghi più colpiti dal Covid-19. Le vendite immobiliari in Montana, infatti, sono superiori del 10% rispetto a quelle dell’anno scorso. Le zone rurali del Colorado, dell’Oregon e del Maine hanno visto simili aumenti nelle vendite immobiliari. Lo stesso dicasi del Vermont.

I cittadini scappano dai disordini provocati dagli antirazzisti

Seattle, Chicago, New York, Minneapolis: città assediate dai manifestanti antirazzisti, dove si sono create delle vere e proprie “zone occupate” dove la polizia non può nemmeno entrare. E dove la criminalità e la violenza regnano sovrane. Come nella già citata Seattle, dove le forze dell’ordine hanno ripreso il controllo della zona occupata (Chop) dopo tre settimane, nelle quali sono morti, a seguito di due diverse sparatorie, rispettivamente due ragazzi di 16 e 19 anni. Ad Atlanta, Georgia, una bimba di appena 8 anni è morta a seguito di una sparatoria consumatasi nella zona di Pryor Road 1238, nello stesso parcheggio del fast food “Wendy’s” nel quale venne ucciso Rayshard Brooks, dove uomini armati hanno aperto il fuoco contro l’auto sulla quale si trovavano la piccola e sua madre.

Situazioni dalle quali i residenti scappano, come conferma anche The Hill. “Disordini sociali e i picchi di tasso di criminalità urbana aumentano anche la possibilità di un forte aumento delle migrazioni dalle grandi città” sottolinea la testata. Anche se è ancora troppo presto per prevedere gli impatti politici di queste tendenze demografiche, che potrebbero essere anche molto significativi, questo esodo verso le campagne è lo specchio dell’America di oggi.

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