Gli Stati Uniti ed il Perù, secondo quanto ha riferito un diplomatico peruviano all’agenzia Reuters, sono nella fase finale delle trattative per la stipula di un accordo che favorisca gli investimenti di Washington nel Paese latinoamericano. L’intesa si inserisce nel contesto di un’iniziativa americana più ampia, denominata “Crescita per le Americhe”, voluta per limitare l’influenza di Pechino nella regione. La Cina aveva invitato le nazioni latinoamericane a prendere parte alla Nuova Via della Seta, un maxi progetto infrastrutturale e commerciale su scala globale destinato ad aumentare il peso specifico di Pechino negli affari internazionali. La sfida tra Stati Uniti e Cina è piuttosto serrata: Argentina, Cile, Giamaica e Panama hanno firmato i memorandum d’intesa per quanto concerne la “Crescita per le Americhe” ma, al tempo stesso, Cile, Giamaica, Panama e Perù hanno anche siglato accordi con Pechino in merito alla Nuova Via della Seta.

Una sfida avvincente

La Cina ha sorpassato, alcuni anni fa, gli Stati Uniti come maggiore partner commerciale di Lima e le compagnie di Pechino investono molto nel Paese latinoamericano: il valore complessivo degli scambi commerciali tra le due nazioni ha raggiunto, nel recente passato, i 23 miliardi di dollari. Nel gennaio del 2019 la compagnia mineraria peruviana Volcan ed il conglomerato statale cinese Cosco hanno firmato un accordo per la realizzazione di un mega-porto a Chancay, nel Nord di Lima. Edgar Vasquez, il Ministro peruviano per il Commercio con l’Estero ed il Turismo, aveva sostenuto che la partecipazione del Paese alla Nuova Via della Seta avrebbe migliorato i legami con l’Asia. Carlos Aquino, direttore dell’Asian Studies Center alla National University di San Marcos a Lima, aveva invece riferito all’agenzia statale cinese Xinhua che l’adesione di Lima avrebbe migliorato la cooperazione bilaterale tra le parti in settori come le infrastrutture ed il commercio. In parole povere l’attivismo di Pechino in Perù è solo un esempio di come il gigante asiatico ha iniziato ad intaccare quello che, una volta, veniva considerato il cortile di casa di Washington.

Le prospettive

Le iniziative cinesi in America Latina non hanno avuto la sola funzione di aumentare la penetrazione strategica di Pechino nella regione ma anche quella di erodere ulteriormente la marginale influenza di Taiwan nell’area. Tra il 2017 ed il 2018, infatti, Panama, Repubblica Dominicana ed El Salvador hanno riconosciuto la Repubblica popolare cinese ed abbandonato Taipei, una vittoria significativa per il gigante asiatico, che intende isolare sempre di più Taipei sullo scacchiere mondiale. Gli Stati Uniti hanno, in prospettiva, un compito non facile: Pechino non è l’unica potenza a minacciare il prestigio americano nell’area. Non bisogna dimenticare, infatti, le ottime relazioni intrattenute da Mosca con Caracas e la presenza di governi ostili a Cuba ed in Nicaragua. La nuova amministrazione progressista argentina, inoltre, potrebbe non essere particolarmente ben disposta nei confronti di Washington. La diplomazia e l’esecutivo americano dovranno essere particolarmente abili e creativi nell’elaborare strategie in grado di limitare gli interessi ostili esterni e la grande disponibilità di capitali da investire da parte di Pechino costituisce un ulteriore fattore di rischio di cui Washington dovrà tenere conto. La sfida per il predominio sulle Americhe, dunque, è destinata ad arricchirsi di nuovi ed intriganti capitoli.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.