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Mentre il destino del governo italiano sembra essere sempre più distante dall’Unione europea, gli Stati Uniti tendono nuovamente la mano all’Italia. E così, quasi in contemporanea alla bocciatura della Commissione europea, arriva il primo incontro fra Italia e Usa nell’ambito del Dialogo strategico, quell’iniziativa lanciata da Donald Trump e Giuseppe Conte durante il loro vertice alla Casa Bianca il 30 luglio scorso.

Il dialogo strategico Italia-Usa

Un incontro dove erano state chiare due cose: la prima, che Roma avrebbe rappresentato nel futuro la testa di ponte dell’amministrazione americana in Europa. La seconda, che gli Stati Unit avrebbero costruito una sorta di cabina di regia congiunta con l’Italia nell’ambito del Mediterraneo allargato: area che rappresenta non solo il bacino del Mare Nostrum, ma anche le regioni limitrofe, dal Sahel al Golfo Persico.

Agli Stati Uniti interessa l’Italia. E a questo governo, soprattutto ora che è in rotta di collisione con l’Europa, servono gli Stati Uniti. Una convergenza d’interessi che non deve, ovviamente, far credere che i due Paesi siano paritetici. È del tutto evidente che Italia e Stati Uniti non sono potenze che possono considerarsi sullo stesso piano. E credere che Washington tratti Roma da pari, è quantomeno utopistico.

Detto questo, l’Italia ha un ottimo strumento negoziale nei confronti dell’amministrazione Usa: siamo l’unico alleato politico che ha all’interno dell’Unione europea. E questo può esserci di enorme vantaggio per strappare sostegno in un momento in cui, a livello continentale, sembriamo isolati.

L’incontro a Washington

La portavoce del dipartimento di Stato americano, Heather Nauert, dopo la prima riunione del Dialogo strategico, che si è tenuta ieri a Washington, ha scritto che i due Paesi “stanno costruendo una amicizia storica, affrontando in modo collaborativo le sfide globali“. L’ambasciata italiana a Washington, in un tweet, ha scritto che con il Dialogo è stata “confermata l’amicizia solida e l’alleanza che i nostri Paesi condividono”. “Sicurezza e stabilità nel Mediterraneo, cooperazione nel settore dell’energia e della difesa al centro dell’agenda” degli incontri di ieri, ha riferito l’ambasciata.

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In una nota congiunta, che si può leggere all’interno del sito del ministero degli Affari Esteri, si legge che Italia e Stati Uniti “hanno rafforzato il loro continuo impegno sulle relazioni bilaterali durante l’incontro inaugurale del dialogo strategico”. A presiedere la sessione, due funzionari per parte. Per gli Stati Uniti, c’erano il sottosegretario di Stato per gli Affari politici, David Hale e il primo sottosegretario per la politica di Difesa, David Trachtenberg. Per l’Italia, il direttore per gli Affari politici della Farnesina Sebastiano Cardi e il capo dell’ufficio politico-militare del gabinetto del ministro della Difesa, contrammiraglio Gianfranco Annunziata.

Impegno in Libia

Sono stati quattro i temi dell’incontro fra Italia e Stati Uniti. Fondamentali anche per comprendere come si sta evolvendo non solo la strategia italiana, ma anche quella statunitense. Libia, terrorismo, gas e cooperazione nel campo della Difesa.

Il primo, riguarda la Libia. Una Libia che, come viene definita dalla nota del ministero, deve essere “stabile e unita” e in cui viene dato sostegno “alla mediazione dell’Onu sulla scia della conferenza di Palermo”. Punto fondamentale, che fa comprendere perfettamente quale sia l’obiettivo di Washington per il Paese nordafricano, cioè fare in modo che siano le Nazioni Unite a guidare il processo di pace e la transizione al fine di evitare che altre potenze prevalgano. Un obiettivo a cui ha aderito anche il governo italiano, come dimostrato dall’ampio risalto che è stato dato al piano del Palazzo di Vetro anche alla Conferenza di Palermo.

L’impegno Usa sul fronte libico è stato confermato anche da Kiron Skinner, capo dell’ufficio di policy planning del dipartimento di Stato americano, arrivato a Roma per la Conferenza Forum Med. “Per quanto riguarda la sicurezza nazionale noi comprendiamo l’importanza della Libia per voi perché è importante anche per noi”, ha detto Skinner. E ha aggiunto: “noi siamo fermamente impegnati perché in Libia si abbia un governo riunificato, non è per noi una questione di piccola importanza”. E sul dossier-Libia, rientra anche la questione terrorismo, il secondo punto all’ordine del giorno dell’incontro del Dialogo strategico.

Il gas in Europa

Terzo punto, estremamente importante per Washington, il miglioramento della sicurezza energetica dell’Europa e la diversificazione. Sotto questo aspetto, di fondamentale importanza è il ruolo che l’Italia può svolgere, anche solo geograficamente, come snodo dei progetti di gasdotti che dal Mediterraneo orientale arrivano in Europa. L’obiettivo degli Stati Uniti è fare in modo che i Paesi europei siano sempre meno dipendenti dal gas russo. E in questo senso, ogni processo di diversificazione risulta utile alla strategia della Casa Bianca.

L’idea americana è sotto questo profilo differente da quella italiana. E lo si vede ad esempio nei rapporti con la Russia. L’Italia ha un interesse fondamentale  nel mantenere rapporti più che positivi con Mosca, da cui arriva buona parte del proprio fabbisogno energetico. Può avere interesse a creare concorrenza, e quindi sì, a diversificare le fonti. Come dimostrato con l’approvazione del Tap. Ma questo non può andare troppo a discapito dei rapporti fra Italia e Russia. Idea che non piace troppo dalle parti di Washington, dove anzi sono in molti a volere un distacco sempre maggiore fra Roma e Mosca.

E proprio per questo, il governo italiano si trova nella posizione (complicata) di dover fare da ponte, da mediatore, ma anche da equilibrista fra i due poli del mondo. Rimanendo ancorati al blocco occidentale ma senza rompere con l’Oriente.

L’Italia, l’Europa e Trump

Naturalmente tutto questo ha senso se letto nella logica della nuova amministrazione americana. L’Italia è da sempre fondamentale nello scacchiere Usa in Europa e nel Mediterraneo. Ma lo è ancora di più oggi, con Trump che ha dichiarato guerra all’Unione europea e al multilateralismo. L’Ue, per la Casa Bianca, è un problema. Mentre il governo italiano è quanto di più vicino alle idee di Trump all’interno dell’Unione. 

Il presidente degli Stati Uniti non ha mai negato il sostegno a Conte e al governo italiano, anche parlando della manovra economica. E questi continui assist di Washington hanno uno scopo preciso: far vedere che dall’altra parte dell’Oceano c’è chi sostiene chi va contro i dettami di Bruxelles. Un sostegno che per Roma è fondamentale, visto che adesso anche i sovranisti, potenziali alleati, si sfilano per compiacere l’Europa.

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