Steve Bannon dichiara guerra aperta all’establishment del Partito Repubblicano Usa. Il presidente esecutivo di Breitbart News ed ex stratega della Casa Bianca è intervenuto sabato al Values Voter Summit di Washington D.C, conferenza annuale dedicata agli attivisti ed eletti conservatori in tutti gli Stati Uniti: “C’è un tempo e una stagione per tutto, e ora è tempo di una guerra contro l’establishment Gop” – ha dichiarato. L’obiettivo dell’ex chief strategist del presidente Trump è quello di sfidare e di vincere la sfida contro tutti i senatori GOP alle elezioni di metà mandato dell’anno prossimo.

Un attacco su larga scala dopo la vittoria dello scorso mese in Alabama dove il giudice Roy Moore, supportato dallo stesso Bannon, ha sconfitto il candidato indicato dai vertici del partito, Luther Strange. “Questa non è la mia guerra. È la nostra guerra. E non l’abbiamo iniziata noi. L’ha voluta l’establishment”, ha sottolineato.

Bannon sfida McConnell

Nel corso del suo intervento alla convention conservatrice, l’ex stratega della Casa Bianca ha messo in guardia il leader della maggioranza Gop al Senato, Mitch McConnell: “Mitch, i donatori non sono felici. Ti stanno abbandonando tutti, ti stanno togliendo l’ossigeno”, ha incalzato, sottolineando inoltre che “la vittoria del giudice Moore ha spaventato le élite” perché “i soldi non contano; più spendono e meno voti prendono”. Secondo il carismatico influencer di Breitbart, le recenti decisioni di Trump inerenti l’iran e l’Obamacare sono il risultato diretto della vittoria di Moore in Alabama, che ha spinto il presidente a rispettare gli impegni presi in campagna elettorale: “Non sono eventi causali, la vittoria genera altre vittorie” – ha detto. “Lo dobbiamo al giudice Roy Moore, agli uomini e alle donne dell’Alabama perché tutto è partito da loro”.

“Trump? Nel 2020 stravincerà”

Secondo Vanity Fair, Bannon avrebbe confidato ai suoi più stretti collaboratori che Donald Trump ha solo il 30% di chance di restare alla Casa Bianca fino alla fine del mandato. Il volto di Breitbart ha smentito categoricamente quell’illazione: “Trump non solo vincerà le elezioni del 2020 ma lo farà aggiudicandosi 400 voti elettorali. Siete persone di buon senso, molto più delle èlite. Ora, il nostro obiettivo primario è quello di annullare i danni del globalismo, voluto dalla Silicon Valley, Wall Street, Hollywood e da Capitol Hill. Non si tratta di un nazionalismo su basi etniche, ha specificato Bannon, “ma economico. Le vostre preferenze sessuali, la vostre religione, la vostra etnia. Non importa, non contano. L’unica cosa che conta è che siete cittadini degli Stati Uniti. Ci riprenderemo le fabbrica e il lavoro che in questi anni sono andati all’estero e in Asia”.

Alcuni giorni prima, in un’intervista rilasciata a Sean Hannity su Fox News, Steve Bannon aveva annunciato la nascita di “una coalizione che si sta formando e che sfiderà ogni repubblicano in carica, fatta eccezione per Ted Cruz“. L’ex stratega di Trump ha ribadito che “nessuno è al sicuro” e che ha intenzione di reclutare candidati che corrano contro i parlamentari che non attuano l’agenda del presidente Trump. 

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