Pensavate davvero che le ristrettezze economiche piombate sugli europei a causa della pandemia avrebbero frenato la voglia di Bruxelles di sperperare soldi pubblici? Certo che no. Perché nel 2022 aprirà, anche a Roma, il costosissimo centro Europa experience: situati in diverse parti d’Europa, secondo il sito web del Parlamento europeo, i centri Europa Experience sono spazi multimediali dotati di dispositivi interattivi che “offrono al visitatore una visione diretta e affascinante di come collaboriamo a livello europeo per affrontare le più importanti sfide del presente”. Attualmente sono presenti a Berlino, Helsinki, Tallinn, Lubiana e Copenhagen. Si tratta di centri futuristici e iper tecnologici, che di fatto l’Unione europea usa per farsi un po’ di bella e sana propaganda con i soldi dei contribuenti. E parliamo di parecchi soldi, non esattamente di due noccioline.

21 milioni di euro per la sede romana

Come riporta un’inchiesta de La Verità in edicola, per ciò che concerne la sede di Tallinn, in Estonia, si parla di 1.275.000 euro per ristrutturazione e allestimento, 198.000 euro per l’affitto di uno spazio addizionale (più 36.000 euro di spese accessorie) e 11.700 euro per consulenze tecniche, tutto a carico della Direzione generale infrastrutture e logistica. A queste cifre vanno aggiunti 1,9 milioni a carico della Direzione generale comunicazione (Dg Comm). Per la sede danese di Copenaghen, invece, la Dg Inlo ha sborsato 153.000 euro, mentre altri 686.000 euro sono arrivati dalla Dg Comm. Come già accennato, nel 2022 aprirà anche il centro italiano di Europa Experience, in quasi 1.000 metri quadrati nel prestigioso edificio delle Assicurazioni Generali. Costo dell’operazione: 21 milioni di euro! Metà dell’importo serve solo a pagare l’affitto, pari a 900.000 euro al mese. Al canone di locazione di aggiungono altresì 4,4 milioni di costi operativi, l’acquisto di attrezzature multimediali e mobili per 1,9 milioni, il servizio di sorveglianza per 2,4 milioni. Secondo La Verità, la firma del contratto sarebbe in dirittura d’arrivo.

14 mila euro al mese al dirigente in quota Pd

Nel 2019, dopo un breve ritorno in procura – a Bolzano – Kessler ha scelto di tornare a lavorare a Bruxelles, alla Commissone europea, diventando consigliere speciale alla Direzione generale bilancio della Ue. Kessler oltre ad essere stato un parlamentare del Pd è anche un magistrato che si è occupato di lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata e transnazionale. Figlio dell’ex presidente democristiano della Provincia Autonoma di Trento Bruno Kessler, già presidente del consiglio provinciale di Trento, deputato per i Ds dal 2001 al 2006, è stato Alto Commissario per la lotta alla contraffazione dal 2006 al 2008, direttore dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) dal 2011 al 2017, e per ultimo, fino ad agosto 2018, capo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in Italia. Per la commissione europea segue i temi legati alle frodi doganali, nello specifico quelle correlate ai dazi dei beni che arrivano dalla Cina.

Un lavoro peraltro ben remunerato. Come riporta La Verità in edicola, al dirigente in quota Pd ha deciso di stanziare un assegno lordo da 14.000 euro al mese. L’11 novembre scorso la Commissione europea ha infatti deciso di applicare nei suoi confronti l’articolo 50 dello Statuto dei funzionari delle istituzioni continentali, il quale prevede che “il funzionario dispensato dall’impiego, e che non venga assegnato ad altro impiego corrispondente al suo grado, gode di un’in dennità” variabile in funzione dell’età e dell’anzianità di servizio. Non si tratta affatto di una prassi comune, scrive La Verità, dal momento che la Commissione l’avrebbe applicata per l’ultima volta nel 2011. Nello specifico, secondo la norma, il funzionario ha diritto: per tre mesi ad un’indennità mensile pari al suo stipendio base; per un periodo determinato, in funzione dell’età e della durata dei servizi, a un’indennità mensile pari all’8,5% del suo stipendio base dal quarto al sesto mese, al 70% del suo stipendio base durante i 5 anni seguenti, al 60% del suo stipendio base oltre tale periodo. L’indennità viene corrisposta fino al compimento dei 66 anni.

Giovanni Kessler ricopre attualmente il massimo di grado di funzionario europeo (Ad16) con una retribuzione che va dai 19.000 ai 20.600 euro. Al dirigente in quota Pd, dunque, per tre mesi – dal 1° dicembre – dovrebbe percepire lo stipendio pieno, senza sostanzialmente muovere un dito; da marzo a maggio 17.000 euro lordi al mese; e da giugno fino a giugno 2022 circa 14.000 euro lordi al mese. Ad essere maliziosi, qualcuno potrebbe pensare che è questo motivo che l’ha spinto a lasciare la procurare e a tornare a lavorare a Bruxelles. Ma questa è solo un’ipotesi.

Gli sprechi del Parlamento europeo

Come riporta Business Insider, nel 2013 il Parlamento europeo aveva messo a budget per i 751 eurodeputati che sarebbero stati eletti l’anno successivo 1,79 miliardi di euro. Cinque anni dopo, il preventivo di spesa è salito a 2 miliardi di euro: 200 milioni in più. Tradotto: nel 2013 il Parlamento europeo costava a ogni cittadino europeo 3,55 euro l’anno, dal 2019 il costo salirà a 4,22 euro l’anno. Lo spreco per antonomasia è quello della tripla sede del Parlamento: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, che costano ai cittadini dell’Ue dai 156 milioni ai 204 milioni l’anno. Senza dimenticare che la realizzazione della sede di Strasburgo è costata 600 milioni di euro e resta chiusa per 321 giorni l’anno.

I voli privati degli eurocrati

Secondo un documento pubblicato nella banca dati delle gare d’appalto comunitarie, Bruxelles ha aumentato di 3,5 milioni l’importo che può essere speso nel nuovo contratto per i voli “air taxi”. Il nuovo importo massimo di 10,71 milioni di euro per il contratto, che va dal 2016 al 2021, rappresenta un aumento del 50% sul valore originale di 7,14 milioni di euro. Voli che ovviamente vengono rimborsati in toto con i soldi dei contribuenti europei. Tutto questo avviene mentre i rappresentanti della Commissione Ue si riempiono la bocca di belle parole e di retorica climaticamente corretta.

Quanto costa l’Ue all’Italia

Come riportato da InsideOver, ammonta a 7 miliardi di euro il deficit tra i contributi versati dall’Italia all’Unione europea e i fondi ricevuti in cambio da Bruxelles per programmi di coesione, contributi a programmi sponsorizzati direttamente dall’istituzione comunitaria e investimenti della Politica agricola comune (Pac). A certificarlo la Corte dei Conti nella recente “Relazione annuale 2019 – I rapporti finanziari con l’Unione europea e l’utilizzazione dei fondi comunitari”, relativa all’anno 2018, approvata dalla Sezione di controllo per gli Affari comunitari e internazionali dell’istituto di Viale Mazzini

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