La Forza di Autodifesa Marittima giapponese (JMSDF) intende modernizzare le sua flotta sottomarina per aumentare le proprie capacità in battaglia entro il 2020; e ottemperare le richieste del programma che desidera schierare un totale di 22 unità sottomarine diesel-elettriche ritenute: “necessarie per le esigenze di difesa del paese”. Secondo le dichiarazioni rilasciate da un funzionario del JMSDF, il piano di ammodernamento e integrazione delineato del 2012 all’interno del più ampio programma di difesa nazionale stilato del governo giapponese, è da considerarsi, per quanto riguarda la Marina, a un buon punto di realizzazione.

Secondo quanto riportato dal sito di intelligence Jane’s 360 al seminario Undersea Defense Technology Asia, che si è recentemente concluso a Singapore, il capitano Takahiro Nishiyama – vicedirettore della divisione Piani e programmi presso l’Ufficio del ministero della Difesa – avrebbe rivelato che sette degli undici sottomarini che compongono la flotta classe Oyashio (S130)hanno già completato i lavori di ammodernamento ed estensione della longevità di servizio tornando pienamente operativi. L’obiettivo di cui si è riproposta la Marina Militare giapponese è infatti quello di portare con i tre step di refitting i più antiquati Oyashio alle capacità dei più moderni sottomarini d’attacco classe Soryu (16SS) : i ‘Dragoni’ entrati in servizio nel 2009. Le modifiche dei sottomarini varati dai cantieri Kawasaki e Mitsubishi di Kobe a partire dal 1998, mira a raggiungere “quasi lo stesso livello di quello dell’ultimo modello del sottomarino schierato dalla JMSDF”, estendendone contestualmente la vita di servizio. Le prime due unità varate, Oyashio e Michishio, sono state da allora convertite in piattaforme di addestramento. Secondo quanto il capitano Nishiyama “Il rapido sviluppo tecnologico e l’innovazione rendono i nostri sottomarini obsoleti in pochi anni dalla loro costruzione. D’altra parte [però] ora stiamo affrontando rigidi vincoli nel nostro bilancio per la difesa. Pertanto, migliorare le prestazioni e l’estensione della vita è indispensabile per mantenere una forza sottomarina adeguata”.

La classe Oyashio e i nuovi ‘Dragoni’

Entrambi varati dalle Kawasaki Heavy Industries (KHI) e Mitsubishi Heavy Industries ( MHI) del distretto di Kobe, gli Oyashio e i Soryu sono sottomarini d’attacco a propulsione diesel-elettrica indipendente dall’aria. Gli Oyashio, le cui prime tre unità compresa quella che da il nome alla classe prendono il nome di cacciatorpediniere della Marina Imperiale – Oyashio, Michishio e Kuroshio – sono stai varati in 11 unità; lunghi 82 metri con un dislocamento di 2,800 tonnellate e armati con 6 tubi lanciasiluri 533 mm possono impiegati siluri convenzionali Type 89 e missili antinave Harpoon (UGM-84). L’ultimo sottomarino di questa classe è entrato in servizio nel marzo 2008. I sottomarini classe Soryu, con un design prende spunto dalla classe “Oyashio”, prendono il nome ( che significa ‘dragone blu’) dalla portaerei  affondata dagli americani durante nella battaglia di Midway. Lunghi 84 metri e larghi 9 hanno un dislocamento 2,900 tonnellate e lo stesso armamento dei loro predecessori. Oltre al miglioramento delle prestazioni in immersione, e il rivestimento ‘ecoionico’ dello scafo d’acciaio ad alta resistenza per ridurre la riflessione delle onde acustiche, i Soryu sono integrati di un sistema di navigazione computerizzato per aumentarne la maneggevolezza durante le manovre in prossimità del fondale. Esistono 9 unità operative e 3 in produzione.

La flotta più potente del Pacifico?

La JMSDF –Kaijō Jieitai,海上自衛隊 – può essere considerata tra le migliori del Pacifico, con un un totale di 114 navi da guerra e 45.000 effettivi. Composta da un preponderante numero di cacciatorpediniere e fregate, oltre ai sottomarini d’attacco, ha schierato recentemente  due portaeromobili della classe Izumo – capaci di accogliere gli MV-22 Osprey e, se acquisiti, gli F-35B – a fianco delle portaelicotteri classe Hyuga con elicotteri antisommergibile Sikorski e AgustaWestland. Nata per l’autodifesa dell’arcipelago e delle suo rotte commerciali nel Pacifico, sarebbe la prima forza impiegata contro gli avversari che più preoccupano il Tokyo: la Cina, che provvista di una potente flotta di navi da guerra e sottomarini nucleari, continua ad intensificare la propria presenza aeronavale della regione – perpetrando ‘intrusioni’ nello spazio aereo e nelle acque territoriali giapponesi; e la Corea del Nord, che oltre i pluricitati test missilistici – che violano lo spazio aereo giapponese – ha innalzato il livello di preoccupazione generale quando la scorsa estate ha portato nel Mar del Giappone il suo unico sottomarino capace di lanciare ‘missili balistici’ – classe Sinpo/Gorae.

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