Michel Houellebecq  è un interprete della società occidentale nel suo insieme ma ha un ovvio interesse specifico per le questioni di casa sua. L’autore di “Sottomissione” ha presentato una disamina su Der Spiegel che è stata pubblicata pure dal Corriere della Sera. Un lungo articolo in cui spiega come le recenti elezioni presidenziali parlino di voto di classe e, al contempo, di “tradimento di classe”. In effetti, la stratigrafia fornita dall’appuntamento elettorale francese regala uno scenario in grado di dividere i gruppi di cittadini che hanno votato per censo.

Dopo aver rivendicato l’ennesima “profezia” (proprio sulle elezioni) – quella che stavolta è contenuta inAnnientare“, l’ultimo romanzo di Houellebecq -, l’intellettuale passa alla sentenza: “Sul piano sociologico, la lezione delle elezioni è di una chiarezza assoluta, e può riassumersi in una frase: i ricchi votano Macron, i poveri votano Le Pen, quelli in mezzo votano Mélenchon. È una griglia di lettura, semplice, brutale, e funziona alla perfezione”. Per lo scrittore, la Francia può essere così tripartita. Al netto di ogni discorso sulla dicotomia tra “centro” e “periferie” o tra la “Francia metropolitana” e la “Francia profonda”, l’esito elettorale sarebbe leggibile attraverso categorie marxiste. Ma Houellebecq fornisce anche ulteriori elementi in grado di chiarire il ragionamento.

Marine Le Pen, infatti, avrebbe “scoperto”, andando avanti nella sua progressione politica, come i ceti meno abbienti potessero regalarle più soddisfazione elettorale delle classi alto-borghesi. In questo senso, il romanziere cita il “tradimento della classe” da parte della figlia di Jean Marie. Un fattore – questo del “tradimento” – che allontanerebbe Houellebecq da qualsivoglia accusa di marxismo, non avendo il fondatore del comunismo previsto questa ipotesi nella sua schematizzazione sociologica. E dunque la post-ideologia dei lepenisti sarebbe tale anche perché il loro leader avrebbe abbandonato la derivazione classista da cui proveniva il padre, scendendo a patti con il popolo.

Un discorso diverso ed anzi “inverso” viene presentato per Eric Zemmour e per la sua Reconquete!. Il pensatore transalpino sostiene che Zemmour, che a differenza di Marine Le Pen non ha origini alto-borghesi, abbia collocato la sua destra dalle parti alte della piramide sociale, contribuendo così a rendere molto difficile una ricomposizione delle due realtà, quella lepenista e quella zemmouriana. Marion Marechal (non più Le Pen), dal canto suo, è rimasta dove il Front National ha agito prima che Marine Le Pen cambiasse target. Ma se le “destre” sono incompatibili, un discorso simile viene presentato anche per le due “sinistre”.

E cioè tra la Republique En Marche! di Emmanuel Macron e la France Insoumise di Jean Luc Mélenchon esisterebbe un solco evidente non ricomponibile. Divisioni – quelle individuate da Houellebecq – che sarebbero così destinata ad accompagnare la storia futura della nazione transalpina. Ecco dunque che l’analisi si sposta sulle fasce generazionali ma non solo: “I giovani votano Macron o Mélenchon, i vecchi votano Macron; quelli che lavorano votano Le Pen. È vero, o quasi; ma il più importante, il più decisivo, resta il voto di classe”, osserva l’intellettuale. Esiste quindi anche una differenziazione per fasce anagrafiche ma quest’ultima non compromette l’impianto della visione di Houellebecq.

L’ultima parte della riflessione verte sulla “mediocrità”. Per lo scrittore l’esito delle presidenziali francesi era del tutto privo d’impronosticabilità. E in questo senso l’appuntamento elettorale d’Oltralpe non avrebbe poi suscitato molto interesse. La lettura marxista del palcoscenico partitico francese va per la maggiore in questo periodo ma non è l’unica: molti politologi hanno voluto rimarcare come la Le Pen abbia sfondato anche nelle zone extra-urbane e non solo nelle campagne. A ben vedere, però, questo tratto non smentisce affatto quanto dipinto da Houellebecq nel suo punto di vista. Nella chiosa, l’intellettuale saluta il pubblico tedesco, assicurando che, nel 2027, in Francia, succederà qualcosa di meno “mediocre”.

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