Il politicamente corretto imperante, sorretto dalla retorica del #MeToo, è riuscito a plasmare a sua immagine e somiglianza anche Miss Universo. Come riporta l’Ansa, infatti, ripresa da Dagospia, per la prima volta nella storia la giuria del celebre concorso sarà formata da sole donne. Un uomo che giudica una donna, per di più nell’aspetto esteriore? Un intollerabile privilegio patriarcale che va abbattuto. E così, come sottolinea Abc News, la giuria della 67esima edizione del concorso di bellezza che si svolgerà il prossimo 17 dicembre a Bangkok, in Thailandia, sarà composta “da imprenditrici, donne d’affari ed esperte del settore” oltre ad alcune ex concorrenti. 

“Questo nuovo formato – ha spiegato la presidente del concorso Paula M. Shugart – consentirà alla nostra commissione giudicante di conoscere davvero ognuna delle partecipanti. Ogni membro è una donna motivante che riflette il nostro impegno per migliorare le opportunità delle detentrici del titolo sia a livello personale che professionale per tutto l’anno, oltre ad essere un modello per queste giovani donne che saranno le leader del futuro”.

La prima transgender a Miss Universo

La “rivoluzione” politicamente corretta di Miss Universo non si ferma alla giuria tutta al femminile. Angela Ponce, la prima transgender ad essere incoronata Miss Spagna, parteciperà infatti al concorso internazionale in programma in Thailandia. È la prima concorrente trans da quando Miss Universo esiste. “Come dico sempre: avere una vagina non mi ha trasformato in una donna, sono una donna, già prima della nascita, perché la mia identità è questa”, ha raccontato all’agenzia stampa Afp.

“Gli estranei dicono quello che posso e non posso fare, quello che sono e quello che non sono”, ha ribadito Ponce. “No, mi dispiace, essere una donna riguarda l’identità, non importa se sei bianco, nero, se hai una vagina o se hai un pene”. Angela Ponce prosegue nella sua propaganda gender mettendo di mezzo anche i bambini: “I bambini transgender spesso combattono con depressione e pensieri suicidi” ha detto.

“Sono nata in un mondo, in una società che non era davvero preparata a me. Ho avuto il sostegno della mia famiglia, ma ho affrontato la discriminazione. Così tanti bambini affrontano discriminazioni per essere diversi. È importante dire loro che hanno il diritto di essere chi sono, chi vogliono essere” ha aggiunto Miss Spagna

Anche Miss Universo nella morsa del #MeToo

Come spiega il Corriere della Sera, il concorso di bellezza è in programma il 17 dicembre a Bangkok, sfida nella quale si affronteranno 94 concorrenti proveniente da tutto il mondo. La rassegna, lanciata nel 1952 in California, si terrà per la terza volta nella storia in Thailandia e alla fine la vincitrice sarà incoronata da Demi-Leigh Nel Peters, top sudafricana che ha vinto il concorso nel 2017. A rappresentare l’Italia ci sarà la romana Erica De Matteis.

Sarà però, come spiegato sopra, un concorso completamente diverso dai precedenti, basato sull’ideologia #MeToo. e soprattutto senza maschi di mezzo. Come sottolinea Brunella Bolloli su Libero, “ma che concorso è quello in cui manca il punto di vista maschile? Che razza di credibilità possiamo avere se ce la cantiamo e ce la suoniamo da sole, se tagliamo con un colpo di cesoia l’altra metà del cielo e ci facciamo giudicare solo da sguardi femminili, con il rischio di una valutazione ancora più severa e magari priva di obiettività?”. 

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