Donald Trump mette la Cina nel mirino. L’uscita degli Stati Uniti dal trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) sulle armi nucleari a medio raggio ha come obiettivo la limitazione militare del Dragone. La polemica con la Russia, dunque, è solo di facciata? Per Washington le presunte violazioni di Mosca potrebbero essere soltanto un pretesto per riformulare un trattato simile con Pechino.

Limitare la Cina

La Cina sta infatti insediando da vicino la leadership globale degli Stati Uniti. Dal punto di vista economico, in pochi decenni, il sistema cinese ha messo in ginocchio la filiera produttiva occidentale e costretto la Casa Bianca alla guerra dei dazi. La situazione non migliora se consideriamo i settori tecnologici e militari, dove Xi Jinping ha potuto toccare con mano l’alto livello innovativo raggiunto dal suo Stato. Trump ha di fronte a sé tre strade. La prima: accettare di condividere il primo posto con la Cina con il rischio di venire sorpassati da un momento all’altro. La seconda: muovere una guerra al Dragone con la possibilità di raggiungere una vittoria di Pirro. La terza: coinvolgere la Cina in una nuova diplomazia, fatta da accordi e trattati.

La strategia di Trump

Trump ha scelto l’ultima strada, la più intelligente ma al tempo stesso complicata. Prendiamo il caso dell’ Inf. Pechino non ha mai aderito a un simile trattato perché sarebbe costretta a distruggere quasi tutti i suoi missili. Cioè proprio le armi che le consentono di dettare legge sul Pacifico e minacciare il potere americano nella regione (e non solo). Eppure la mossa americana ha un duplice fine: arginare i cinesi e imbrigliare Iran e Corea del Nord. Certo, prima la Casa Bianca dovrà essere brava a proporre un nuovo trattato conveniente per tutti. E non sarà facile mettere d’accordo Xi Jinping e soci.

La Cina non ci sta

La Cina, dal canto suo, ha parlato per mezzo di Geng Shuang. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, come riportato da Lapresse, è stato chiarissimo: “La Cina è contraria al ritiro degli Stati Uniti dal trattato e sollecita gli Stati Uniti e la Russia a risolvere le loro differenze in modo appropriato con un dialogo costruttivo. Il ritiro degli Stati Uniti potrebbe portare conseguenze negative. La Cina presterà attenzione particolare all’evolversi della situazione”.

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