C’è una foto, fra le tante di questo vertice di Singapore, che ha un significato molto profondo. In primo piano, si vedono Kim Jong-un e Donald Trump, protagonisti indiscussi del summit asiatico. Dietro, mentre si scambiano i documenti, due figure-chiave della buona riuscita dell’incontro: Mike Pompeo, segretario di Stato americano, e Kim Yo-jong, sorella minore del leader nordcoreano.

Lo scatto non è passato inosservato, come scritto da Guido Santevecchi per il Corriere della Sera. Perché dietro quella foto passata in sordina, sono rappresentati i veri canali diplomatici tra Stati Uniti e Corea del Nord. Kim e Trump sono la punta dell’iceberg di due mondi che si sono incontrati. Ma il ruolo di chi c’è dietro le quinte è spesso molto più importante.

Mike Pompeo è volato per la seconda volta a Pyongyang su ordine di Trump proprio mentre il presidente Usa annunciava il ritiro del Paese dall’accordo sul nucleare iraniano. È lui, l’ex capo della Cia, il “falco” che sorvola la Casa Bianca, ad aver tessuto la trama per lo storico incontro di Singapore. E il suo passato nell’intelligence, come vertice dei servizi americani, sicuramente ha aiutato. Conosce i dossier, sa cosa c’è dietro, intuisce il bluff dell’altra parte. E sa come trattare.

Kim Yo-jong invece, rappresenta un personaggio quasi oscuro ma di primaria importanza nella politica nordcoreana. Sorella del Maresciallo Kim, dirige la propaganda del regime. Un ruolo essenziale anche per comprendere il profondo legame che unisce questi due fratelli che fanno parte di una dinastia che regna su un Paese che sta faticosamente uscendo da un isolamento pluridecennale.

È stata lei l’artefice dell’apertura di Kim al mondo. Un’eminenza grigia che, probabilmente, conosce tutti i segreti della politica di Pyongyang. E la sua vicinanza costante e senza interruzioni al fratello, suggerisce che i due seguano la stessa linea. Non c’è stato un cambiamento quando è morto lo zio né quando è stato ucciso il fratello Kim Jong-nam. Lei è rimasta. Per molti il simbolo di una complicità con le scelte del fratello. Per molti altri, più che complicità, si tratta di grande astuzia. Ed è lei ad aver avuto un ruolo essenziale nel disgelo, in particolare con la Corea del Sud.

La foto di oggi, una delle centinaia di foto scattate nel vertice, restituisce gli onori della cronaca a due personaggi che i libri di Storia forse non ricorderanno per questo incontro, ma che invece hanno meriti forse anche superiori ai loro leader. È il destino dei gregari: il loro ruolo viene capito sempre dopo. Ma in questo caso non troppo tardi. 

Se oggi Kim e Trump hanno firmato un documento storico nell’hotel Capella di Singapore non è solo merito di Moon Jae-in, Xi Jinping, e tutti i leader che hanno partecipato per la buona riuscita del summit. Il merito va anche assegnato a chi, contro un establishment del tutto contrario a questa pace, si è ritagliato uno spazio di manovra fondamentale. Pompeo contro John Bolton, Kim Yo-jong contro i vertici militari nordcoreani.

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