Scordatevi la Nuclear Football del presidente, scordatevi anche le missioni lunari, oggi Donald Trump ha lanciato la corsa verso il 5G. È la quinta generazione delle telecomunicazioni a rendere insonni le notti del presidente americano e non solo. Sembra infatti essere pronto un immenso piano infrastrutturale che aspetterebbe solo la firma del Presidente americano.

L’NSA vuole nazionalizzare le nuove telecomunicazioni

La proposta è arrivata niente meno che dall’NSA (National Security Council). Secondo diverse fonti l’intelligence americana avrebbe fatto pervenire direttamente alla Casa Bianca una proposta che ha del rivoluzionario. Si tratta di un piano nazionale di conversione delle infrastrutture delle telecomunicazione agli standard della quinta generazion (5G) entro i prossimi tre anni.

Non è la tempistica in realtà il dato sorprendente di questo progetto. È infatti ormai risaputo che a partire dal 2020 la rete 5G sarà usufruibile nella maggior parte del mondo. La particolarità della proposta NSA starebbe invece nella natura prettamente nazionale della nuova rete. Il Governo degli Stati Uniti non solo dunque si accollerebbe il costo dell’investimento, ma ne avrebbe, fatto più importante, la gestione esclusiva. Questa è almeno l’intenzione dell’NSA.

L’intelligence americana ha paura della Cina

Perchè nazionalizzare del tutto la rete delle telecomunicazioni? Sembrerebbe che dietro a questa volontà ci sia la minaccia cinese. “Progettare una rete 5G sicura su scala nazionale pone le giuste condizioni per il futuro successo nel campo dell’informazione”, così avrebbe detto un funzionario dell’NSA, come riportato dal portale Axios. L’idea di una rete totalmente nazionalizzata è però già ben accettata nell’entourage di Donald Trump. “Vogliamo costruire una rete che impedisca alla Cina di ascoltare le nostre conversazioni. Dobbiamo implementare un network sicuro che non permetta ai ‘cattivi’ di entrare. Infine, è fondamentale che i cinesi non prendano il controllo del mercato e mettano fuorigioco le reti non 5G”, ha dichiarato uno tra i consiglieri di Trump direttamente alla Reuters.

Insomma sembrerebbe in atto una vera e propria guerra fredda verso la conquista del 5G. In effetti “l’allarme Cina” era stato lanciato già nell’ottobre scorso. Precisamente il 18 ottobre la CNBC così titolava “1 miliardo di utenti del 5G previsti per il 2023 e la Cina si sta preparando a dominare il settore”. Nel pezzo si sottolineava come Pechino fosse la capofila al mondo degli investimenti in tal senso, un fatto confermato dalle dichiarazioni di alcuni analisti occidentali che descrivevano il 5G come “opportunità del secolo per la Cina”.

I privati non vogliono il monopolio del governo americano

Così gli Stati Uniti sembrano essere corsi ai ripari. Tuttavia è previsto un gran dibattito sulla necessità di nazionalizzare per intero la rete di telecomunicazioni. I privati americani, oggi principali providers del 4G, non condividono infatti la strategia dell’NSA. Pronte dunque due alternative. La prima che vedrebbe comunque il Governo federale investire nell’infrastrutttura, ma appaltarla poi in un secondo tempo ai privati.

Nel secondo scenario invece sarebbero direttamente le aziende americane a costruire privatamente la rete per poi competere con le altre sul mercato. Due eventualità che ridurrebbero di molto il controllo governativo sulla rete e su possibili interferenze esterne.

“Il petrolio del 21esimo secolo”

Dietro a questa corsa all’impazzata verso il 5G c’è però dell’altro. Non solo l’ostruzione alla Cina. “I dati sono il petrolio del 21esimo secolo”, ha detto proprio un membro dell’NSA. E se i dati sono il petrolio, il 5G è la trivella di ultima generazione in grado di estrarrne quanti più possibile in pochissimo tempo. Rispetto alla quarta generazione infatti la quinta non solo permette una maggiore velocità di connessione, ma permette la trasmissione di un’enorme quantità aggiuntiva di dati. E permette inoltre la connessione contemporanea di molti più dispositivi senza interferenze.

Perchè i dati sono il petrolio del futuro? Semplice, basti pensare al funzionamento di Google. Il motore di ricerca vive di dati inseriti dall’utente e a seconda delle combinazioni crea algoritmi specifici per ogni singola persona. I dati saranno poi la benzina delle nuove macchine. Immaginiamo una città in cui circolano molte “driverless”, ovvero le automobili senza autista. Ci sarà bisogno di una struttura in grado di ricevere miliardi di dati GPS delle auto sia per muoverle, ma sopratutto per non farle scontrare tra di loro. Stesso discorso per il sistema dei pagamenti. Ogni transazione senza contante è un insieme di dati (l’utente che paga, l’ammontare di soldi, il luogo della transazione, l’ora ecc.). Per questo il 5G è così ambito e gli Stati Uniti sembrano essere ritornati ai tempi della corsa all’oro. 

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