Donald Trump dice di stare “benissimo” e di non vedere l’ora di partecipare al secondo faccia a faccia televisivo con Joe Biden in programma il prossimo 17 ottobre. Piccolo particolare per chi si fosse perso le ultime, convulse giornate del presidente americano. Trump è appena stato dimesso dall’ospedale militare Walter Reed National Military Medical Center di Bethesda, dove era stato ricoverato lo scorso venerdì, 2 ottobre, a causa del contagio da coronavirus.

Prima di lasciare il centro e tornare a casa, a bordo di un elicottero, The Donald ha cinguettato una frase emblematica dal proprio profilo Twitter: “Non aver paura del Covid. Non lasciare che domini la tua vita”. E ancora: “Abbiamo sviluppato sotto la mia amministrazione alcuni farmaci e conoscenze davvero eccezionali. Mi sento meglio di 20 anni fa!”. Una volta atterrato alla Casa Bianca, Trump si è cimentato in un altro gesto di sfida al virus.

Di fronte a fotografi e telecamere si è sfilato la mascherina che indossava. In seguito il tycoon ha pubblicato un altro tweet, questa volta oscurato dalla piattaforma social, in cui ha definito il Covid-19 “molto meno letale” dell’influenza stagionale “nella maggior parte delle popolazioni”. Questa è la narrazione ufficiale data da Donald Trump in persona all’intera vicenda. Ma quali sono le reali condizioni di salute del presidente americano?

Le condizioni di Trump

Non sarà un mistero come la salute di Kim Jong Un, ma anche lo stato di forma di Trump sta dando il suo bel da fare ai cronisti di tutto il mondo. Per capire meglio come sta il tycoon può essere utile rileggere le parole rilasciate da Sean Conley, suo medico personale: “Sebbene non sia completamente ancora fuori pericolo, io e il team abbia stabilito che tutte le valutazioni e, cosa più importante, il suo stato clinico autorizzano il ritorno a casa, dove sarà circondato da un’assistenza medica di livello mondiale 24 ore su 24″.

Notiamo due aspetti contrastanti e molto generici. Da una parte apprendiamo che Trump non è ancora fuori pericolo, dall’altra che il presidente può tornare nella propria dimora. Eppure i medici dell’uomo più potente d’America non intendono dire quando il loro paziente è risultato negativo l’ultima volta, rivelare i dettagli sul funzionamento dei suoi polmoni né spiegare perché gli sono stati prescritti trattamenti avanzati, di solito riservati ai casi più gravi di Covid-19. Questi e altri particolari sulla malattia presidenziale restano top secret. Il problema è che il vuoto di informazioni creato per salvaguardare la privacy di Trump rischia di offrire un vantaggio non da poco ai nemici della White House, tanto esterni al Paese quanto interni.

Spie straniere all’opera

A proposito di nemici esterni, secondo quanto riportato dal sito Politico, i funzionari della sicurezza nazionale degli Stati Uniti temono che gli avversari di Washington si stiano dando da fare per raccogliere quante più informazioni possibili sullo stato di salute di Trump. Ma per quale motivo? Semplice: per usare le stesse informazioni riservate al fine di danneggiare la stabilità del governo americano e seminare dubbi. In che modo? Ad esempio usando foto o audio falsificati di un Trump pallido o rauco, per farlo sembrare più malato di quanto il suo team medico non stia lasciando intendere. L’obiettivo finale di questi nemici – in primis identificabili in Cina, Russia e Iran – è quello di dipingere l’America come incapace di gestire la pandemia. Così incapace che perfino il suo presidente si è ammalato rischiando la vita.

Una ricostruzione del genere non è certo campata in aria, visto che le agenzie di intelligence straniere sono solite investire tempo e denari nella raccolta di informazioni mediche sensibili sui più importanti leader mondiali. “Qualsiasi servizio di intelligence straniero degno di questo nome vorrà avere risorse sul campo (spie e fonti ndr) che siano capaci riferire sulla salute di Trump”, ha detto sempre a Politico l’ex capo della stazione della CIA a Mosca, Steve Hall.

Le spie straniere possono insediarsi ovunque, anche tra i medici e i responsabili sanitari di un ospedale. Gli esperti tendono tuttavia a escludere il fatto che russi e cinesi potessero avere spie dentro il Walter Reed Medical Center. Più probabile che Mosca e Pechino utilizzino fonti piazzate all’interno della Casa Bianca. Ed è qui che Trump e la sua amministrazione dovranno fare attenzione a ogni mossa. Soprattutto in un momento delicato come questo, a poche settimane dalle elezioni del secolo.

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