“Credo che siamo in un periodo molto serio del mondo”. Parola di Henry Kissinger, consigliere per la sicurezza nazionale e segretario di stato degli Stati Uniti durante le presidenze Nixon e Ford. L’anziano consigliere della diplomazia americana, oggi 95enne, è stato intervistato a New York da Edward Luce del Financial Times, all’indomani dell’incontro di Helsinki tra Vladimir Putin e Donald Trump che ha scatenato un feroce dibattito negli Stati Uniti. “Era un incontro che doveva aver luogo” commenta Kissinger. “L’ho sostenuto per diversi anni benché sia stato adombrato dai problemi domestici degli Stati Uniti. È sicuramente un’occasione persa. Pensi alla Siria e all’Ucraina. È una caratteristica unica della Russia quella di essere toccata dalle sollevazioni in altre parti del mondo. Un’opportunità che viene percepita anche come minaccia. Penso che i tumulti cresceranno”.

“Putin non è Hitler”

Nel 2016, Henry Kissinger consigliò al presidente Usa Donald Trump di accettare la sovranità russa sulla Crimea e di sospendere le sanzioni economiche contro la Russia. Strategia che avrebbe garantito agli Usa, secondo il consigliere anziano, di spezzare l’alleanza tra le due potenze rivali degli Stati Uniti, Russia e Cina. La Nato, spiega il consigliere anziano, ha commesso un errore non capendo la visione del mondo della Russia e ciò che per Mosca è visto come una sfida alla sua identità. “Putin è stato provocato?” Chiede l’intervistatore. “Non penso che Putin sia Hitler”, risponde Kissinger. “Viene più da Dostoevskij”.

E cosa ne pensa il diplomatico di origine tedesca dell’attuale amministrazione americana e del suo presidente? Incalzato dal giornalista, Henry Kissinger risponde così: ”Penso che Trump potrebbe essere una di quelle figure della storia che appare di volta in volta per segnare la fine di un’era e costringerla a rinunciare alle sue vecchie pretese. Ciò non significa necessariamente che lui lo sappia o che stia considerando una grande alternativa. Potrebbe essere solo un incidente”.

Usa fuori dalla Nato? Non è impossibile

L’ex consigliere di Nixon si rifiuta di fare pronostici ma non esclude che gli Usa possano, un giorno, lasciare l’Alleanza Atlantica: “Sarebbe ironico se venisse fuori questo dall’era Trump ma non è impossibile” commenta. L’alternativa, aggiunge Kissinger, non è attraente. Un occidente diviso trasformerebbe l’Europa in “un’appendice dell’Eurasia” alla mercé di una Cina che vuole ripristinare il suo ruolo storico di Regno di Mezzo ed essere “il principale consigliere di tutta l’umanità”. Sembra che Kissinger creda che la Cina sia sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo. L’America, nel frattempo, sarebbe diventata un’isola geopolitica, fiancheggiata da due oceani giganti e senza un ordine da seguire.

Tra i leader europei Henry Kissinger premia Macron

L’anziano consigliere della diplomazia americana parla anche di Europa e dei suoi leader. Nessuno lo convince, con l’eccezione del presidente francese Emmanuel Macron. ”Non posso ancora dire che è efficace perché ha appena iniziato, ma mi piace il suo stile”, dice Kissinger. “Tra gli altri uomini di stato europei, Angela Merkel è molto ‘locale’, piace ai tedeschi. Mi piace personalmente e la rispetto ma non è una figura che spicca”.

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