Il segretario della Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha chiesto al segretario alla Marina, Richard Spencer, di fare un passo indietro. Richiesta arrivata nel momento di massima frizione tra Spencer e il presidente Donald Trump, specialmente dopo le divergenze sorte nella gestione dei diversi “scandali” che hanno colpito i Navy Seal negli ultimi mesi. Il comunicato del Pentagono, dove erano richieste le dimissioni, ha preceduto di poco un altro annuncio arrivato su Twitter da parte di Trump, che ha indicato l’attuale ambasciatore in Norvegia Ken Braithwaite come nuovo segretario alla Marina seguendo l’indicazione e il consiglio di Esper.

Il processo a Gallagher

A far incrinare definitivamente i rapporti tra l’amministrazione Trump e Richard Spencer vi è stata la non totale trasparenza nella gestione del caso di Eddie Gallagher, l’incursore della Marina che si è fatto fotografare vicino al cadavere di un miliziano dell’Isis. Pratica questa vietata dal regolamento che ha obbligato la Marina a portare Gallagher di fronte alla corte marziale che, il 2 luglio scorso, l’ha assolto da tutte le accuse di omicidio, condannandolo però per la fotografia con il cadavere. La pena afflitta a Gallagher sono stati 4 mesi di prigione e la retrocessione di grado da sottufficiale capo a sottufficiale di prima classe. Una sentenza contestata dal presidente Trump, che –la scorsa settimana– ha spiegato che avrebbe esercitato tutto il suo potere per far sì che Gallagher non fosse stato degradato e che non gli fosse tolto il “tridente”, cioè la spilla raffigurante il simbolo delle forze speciali della Marina.

Una linea da seguire che era stata consigliata in forma privata a Trump anche da Spencer, sebbene nelle sue dichiarazioni pubbliche avesse sempre preso una posizione contraria a questa eventualità. La scarsa chiarezza del segretario della Marina e l’aver contattato privatamente Trump non sono andate giù all’inquilino della Casa Bianca e al titolare del dicastero della Difesa, specialmente perché Esper non era stato informato da Spencer sulla sua proposta privata nonostante i diversi incontri delle ultime settimane.

Un “problema” maggiore?

Tra le critiche di Trump, però, ci è finito anche lo svolgimento stesso del processo di Gallagher, per il quale ha annunciato il ripristino del grado e del brevetto da incursore assicurandogli la “pensione con tutti gli onori”, cancellando di fatto la commissione disciplinare della Marina che avrebbe dovuto esaminare la vicenda il 2 dicembre. Nonostante questo, però, sono ancora molti i punti interrogativi sul comportamento di alcune squadre e di alcuni incursori in teatro operativo, tant’è che –nel luglio scorso– il comandante delle forze speciali della Marina (Us Naval Special Warfare Command), ammiraglio Colin Green, aveva posto l’accento su alcuni problemi di ordine e disciplina nei Navy Seal chiedendo un intervento da parte dei diversi comandanti. La lettera seguiva una serie di scandali cominciati nel 2014, quando Robert O’Neill era stato messo sotto inchiesta accusato di aver rivelato informazioni segrete sull’operazione che portò all’uccisione di Osama bin Laden. L’aumento delle denunce di aggressione sessuale e abuso di alcolici e il “caso Gallagher”, insieme alla scoperta di alcuni incursori che utilizzavano regolarmente cocaina, hanno obbligato la Marina ad aumentare il livello d’allerta e il “controllo” su eventuali mancanze di ordine e di disciplina.

Il compito di Braithwaite

Ken Braithwaite, ovvero il prossimo segretario alla Marina non confermato dal Congresso, avrà il compito di trovare un modo per frenare questi comportamenti, ma al tempo stesso dovrà dimostrarsi maggiormente “fedele” a Esper e a Trump che vorrebbe un cambio di rotta anche nella gestione dei fondi federali. A pochi mesi dall’avvio della campagna elettorale per le presidenziali di novembre 2020, l’attuale primo inquilino della Casa Bianca vorrebbe mettere sul piatto anche una riduzione dei costi derivanti dai numerosi programmi in atto per la modernizzazione e l’ampliamento della flotta.

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